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  >  Tag "Freelance"

La mia storia digitale inizia come blogger nell'ormai lontan(issim)o 2008. Una ragazza con un pc (allora e Mac poi) con tanta voglia di scrivere. Mio fratello mi prese da parte una sera e mi disse "social network, ricordati questo, sarà il futuro". Profezia più che avverata, non solo è stato davvero il futuro, ma è stato anche il mio futuro. Ho iniziato quindi a scrivere di viaggi, ogni giorno, un post pubblicato ogni dì tra le 7.30 e le 9.30 della mattina (spesso mentre ero in ufficio, ora posso dirlo).

C'è stato un tempo in cui Giulio era così piccolo, che dove lo mettevo stava. Rimaneva fermo per ore, nemmeno si rotolava. Dormiva interi pomeriggi e se lo portavo un po' con il passeggino in giro (al massimo con il marsupio per farlo addormentare), rimaneva tranquillo per taaaanto tempo. Poi è cresciuto. Questo è il racconto della nostra prima estate diversa, tutti al lavoro ma con baby sitter al seguito.

Ho scritto un libro. Ho scritto un libro. Ho scritto un libro. Un libro con la copertina, un libro che sta in libreria, in vendita e che si vende. Quando qualche settimana fa sono andata alla Feltrinelli di Rimini a chiedere, a bassa voce per non farmi sentire da nessuno tanta era l'emozione "quante copie ha venduto il mio libro?", è stata una cosa tra l'incredibile e il "ma sul serio sto dicendo?".

Sono da Ikea, mio figlio dorme nel passeggino e io lavoro al tavolino bianco dello store di Rimini. Sono appena andata a prenderlo all'asilo, speravo si addormentasse in macchina, ed è per questo motivo che avevo il Mac dietro, ma non ne ero sicura (per questo andavamo da Ikea - oggi fa troppo caldo per il mare). Sono una mamma,sono una lavoratrice autonoma, sono entrambe le cose e questo è quello che mi identifica al 90%

Il titolo è fuorviante. Tenersi stretti i clienti da mamma è difficilissimo e non sempre ce l'ho fatta. Partiamo dal principio. Sono molto fortunata, perché sono una freelance quindi posso dedicarmi al mio lavoro nel momento migliore per me e per Giulio, inoltre ho i nonni vicini che, anche se non ancora in pensione, mi danno una grande mano, infine ho un bambino che dorme molto, tutta la notte e gran parte del pomeriggio.

Mi sento di scrivere questo post dopo qualche mese dalla nascita di Giulio, nove per la precisione. Ecco un altro mito da sfatare sulla correlazione bambini e lavoro, a patto che si parli di una libera professionista, perché questa è la mia esperienza e altre non ne conosco, o non le conosco così bene come la mia, e ci mancherebbe.