Le Azzorre sono un paradiso da scoprire, non c’è niente da dire. Nove isole vulcaniche in mezzo all’Oceano Atlantico che non aspettano altro che essere scoperte. Le nove isole, una più bella dell’altra ci scommetto, anche se io ne ho viste solo due, hanno caratteristiche le une diverse dalle altre. Pico, l’isola che più mi ha più stupito, ma che purtroppo non sono riuscita a vedere, è Patrimonio dell’Unesco – interamente – perché qui la vite cresce in mezzo alla roccia. Da non credere.

Quella che, dal punto di vista naturalistico, forse mi ha dato di più è senza dubbio San Miguel. Sono circa trenta gli itinerari dell’isola che si sviluppano tra laghi e coste che si affacciano sull’Oceano e, udite udite, itinerari che si sviluppano all’interno di coltivazioni di té.

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Quello che sicuramente non sapete, o forse sì, ma che io di certo non sapevo, è che alle Azzorre c’è l’unica piantagione di tè in Europa. Nemmeno in Inghilterra esistono piantagioni di tè. Com’è possibile vi chiederete voi? La guida mi ha raccontato che tanti, tanti, tanti, tanti anni fa, in un periodo definito dagli isolani di crisi, si invitarono due cinesi nell’Isola di Sao Miguel per rubare loro qualche tecnica sulla coltivazione di tè.

In tutta l’isola si presero due o tre zone in cui si provò a piantare il tè. In una di queste effettivamente la coltivazione andò benissimo, stiamo parlando della zona in cui oggi sorge Chá Gorreana, la prima fabbrica di tè dell’isola. Dico prima perché con il tempo nacquero altri stabilimenti e piantagioni, ma è qui che bisogna andare se si vuole vedere la prima vera coltivazione di tè.
Campi di tè a perdita d’occhio, finché all’orizzonte non si intravede l’Oceano. Una meraviglia, non trovate?

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Non so come fare a raccontarvi l’intenso odore di tè che ho sentito una volta entrata nello stabilimento dove il tè viene prima raccolto per poi essere lavorato e infine imbustato e venduto, ma credo sia davvero impossibile. Io di certo non me lo dimenticherò mai e spero che, qualora decidiate di fare un viaggio alle Azzorre, voi non vi perdiate questa splendida esperienza.

Tornando a noi e al trekking, è proprio da qui che parte uno dei trenta sentieri che si sviluppa per 6km, un percorso facile che dura circa 2 ore, e soprattutto circolare, il che vuol dire che potete lasciare la vostra auto a noleggio allo stabilimento Chá Gorreana e tornare a prenderla esattamente lì dove l’avete lasciata.

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Un altro percorso che mi è molto piaciuto, che ho fatto e che vi consiglio caldamente, perché è qui che ho scattato sia la foto qui sopra che la foto di copertina del post, è Grota do Inferno, un itinerario lineare, di circa 3 ore e 12km in totale. Anche se di media difficoltà, il percorso è estremamente suggestivo, con paesaggi bellissimi che abbraccino tutta l’isola di San Miguel.

Una delle caratteristiche delle Azzorre, ma che non deve spaventare i viaggiatori, è la nebbia che si trova la mattina presto e la sera tardi in tutte le strade. A vuole la nebbia dura fino alle prime ore del pomeriggio, ecco, se decidete di fare questo itinerario in una giornata nebbiosa purtroppo non vedrete niente di questa bellezza. Io sono stata fortunata e ho potuto beneficiare di un panorama pazzesco e di giornate estremamente soleggiate – tanto che sono tornata a casa anche abbronzata.

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Comunque le giornate nebbiose sono capitate anche a me, anche quelle piovigginose (ha addirittura grandinato mentre ero là), ma non bisogna farsi scoraggiare, uscire sempre, tanto arriverà il sole prima o poi, è matematico, il vento è sempre così tanto forte in queste isole che le nuvole scure vanno via in fretta.

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Per conoscere tutti gli itinerari e le caratteristiche dei percorsi e dei trekking alle Azzorre, e nello specifico nell’isola di San Miguel, vi consiglio di dare uno sguardo al sito ufficiale dell’Ente delle Azzorre, dove tutti gli itinerari sono ben descritti.