La mia Notte RoMa

Notte Rosa

Questo è già il secondo anno che per un motivo o per un altro non partecipo alla Notte Rosa, la grande festa, il Capodanno dell’estate, così come viene chiamato da tanti, che si svolge il primo weekend di luglio nella Riviera Romagnola.

Spiegare la Notte Rosa a chi non è della Riviera è semplice:  “è un po’ come la Notte Bianca” dico “ma su 110 km di costa”. In tanti mi dicono, bellissimo perché non sei là? La risposta mi sembra facile, l’ho fatta per 2 anni, forse 3 e ho notato delle differenze sostanziali tra una Notte Bianca e una Notte Rosa, ma soprattutto ho notato che questo evento è vecchio e stantio e meriterebbe una riorganizzazione.

Innanzitutto coprire 110 km di eventi e cose interessanti (sottolineo la parola interessanti) non è facile. La Riviera Romagnola non può pensare di vivere ancora sul mito degli anni ’60, Jerry Calà e tutto ciò che ha gravitato intorno a questi posti negli ultimi 40 anni.

Una Notte Bianca in sostanza valorizza ed esalta una città, penso a Roma, quando si faceva, musei aperti, cultura e poi ovviamente divertimento, grandi concerti e metro, trasporti pubblici seppur strapieni, validi.

Una Notte Rosa, e ne parlo con cognizione di causa, cos’è? Una notte di divertimenti facili sostanzialmente. Ogni anno ci riempiono la testa con nomi di cantanti ed artisti che si rivelano un flop , vedi i Modà che dovevano venire quest’anno ma han dato buca, o i Pooh e Ricky Martin che han disdetto il concerto all’ultimo – la notizia di Ricky Martin è di oggi, giorno del suo concerto!

Riempire 110 km di attività non è per niente facile e spesso si finisce per cadere nel banale. La Notte Rosa dei bambini ad esempio, o le attività e le idee ispirate dal colore rosa: si sono inventati il gusto del gelato rosa, rimirosa, i bomboloni rosa, il menù rosa e cose simili.

L’unica idea buona quest’anno mi è sembrata quella di integrare foursquare all’evento. Notte Rosa infatti ha ideato una mappa con delle località create ad arte per la Notte. Durante l’edizione verranno fatte delle estrazioni in base alla località e il check-in fortunato vincerà anche qualcosa con la possibilità di partecipare all’estrazione finale di un i-pad.

Detto questo son comunque molto felice di passare la mia Notte Rosa a Roma… evitare così la folla della festa e l’inutilità di certi eventi, per non parlare poi degli artisti. Unico rammarico, perdermi il concerto in spiaggia all’alba di Gualazzi, ma son certa che qualcuno di voi me lo racconterà.

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  • http://www.thirdeye.it Gianluca Zamagni

    Da riminese D.O.C. non potrei essere più d’accordo.

  • http://twitter.com/dplastino La collega

    Questa volta non mi trovi del tutto d’accordo :P

    Da un lato condivido con te che questo evento andrebbe un attimo ripensato, che ci sono poche cose davvero belle per “giovani” che non amano i soliti ragazzetti di Amici e X-Factor, o per “adulti” che non amano solo i cantanti/gruppi della loro giovinezza.

    Però trovo sbagliato fare il paragone con Roma o con le altre città che organizzano (o organizzavano) Notti Bianche di stampo culturale. Rimini non è Roma, i musei della riviera non sono i musei di Firenze, c’è la Domus ok, ma nel giro di un’oretta hai visto tutto il possibile.
    La cultura a Rimini, poi, a chi interessa? ai turisti no, ai riminesi nemmeno. Perché io agli eventi culturali ci vado e siamo sempre 4 gatti. Io i riminesi li vedo, tantissimi, agli eventi dove si mangia :D

    L’idea di mettere insieme 110 km di costa la trovo azzeccata: riunisce insieme le cittadine più grosse e quelle più piccole, che da sole non avrebbero modo di organizzare né Notti Bianche e né Notti-di-altri-colori.

    Le disdette dei concerti non le vedo come un dramma: i Modà hanno disdetto da un pezzo (fortuna!) e al loro posto arriva De Gregori; il concerto del Ricky era per domenica, quindi non proprio appartenente alla Notte Rosa che è stasera.

    Però ripeto, anche a mio parere andrebbe un po’ ripensata, dagli ospiti al territorio.
    110km di costa non sono pochi, ma perché non coinvolgere anche l’entroterra? perché il centro storico di Rimini, per dire, ha un paio di eventi in prima serata e poi muore?
    Ecco, io addirittura il territorio lo allargherei, lasciando il divertimento “spicciolo” nelle zone costiere che non hanno altre alternative e offrendo proposte diverse nelle zone più storiche, culturali, suggestive, belle ma poco conosciute.
    Magari assieme a percorsi gastronomici, così anche i riminesi della buona tavola saranno contenti :P

    (#gnassisecileggessi)

  • http://www.pietropastorelli.name Pietro

    Il tuo discorso in parte non è sbagliato. E’ impossibile non notare che gli eventi dalla prima edizione sono più o meno gli stessi, cambiano i nomi ma il risultato è sempre uguale: dare vita ad un “evento” che attiri l’attenzione dei media, attiri gente, sopratutto giovani che ormai in riviera sono sempre meno.

    Purtroppo il risultato raggiunto non è, secondo me, quello che prevedevano gli ideatori della prima notte rosa. E’ diventato un evento di massa che attira chiunque e che riempie gli hotel per…quanto?? un week end?una settimana? (mah)

    GIra e rigira l’economia riminese, e non solo, si basa sull’economia alberghiera e la loro voce ha molto peso.

    Concordo pienamente con Donatella, la notte rosa ha un potenziale enorme ma viene sfruttato nel modo peggiore possibile…poi parlare è sempre facile, agire meno.

    Un ultima cosa…noi la vediamo da “riminesi”, siamo abituati a vivere questa città ma penso che vederla da esterno non sia la stessa cosa..

  • federchicca

    Donatella, secondo me appunto perché Rimini è sempre stata vista come città del divertimento si dovrebbe puntare alla riscoperta del centro storico ad esempio, con eventi enogastronomici anche ma no solo per il puro e semplice divertimento. A Rimini non c’è solo la Domus del Chirurgo e anche nei paesi e nelle città vicine. Trovo dispersiva una notte rosa così ampia e non vedo perché non si possa presentare la città, o le città, in un modo finalmente diverso.

    Pietro, probabilmente è vero, i turisti che vedono Rimini una volta all’anno, spesso durante la Notte Rosa stanno bene e forse a loro non è mai nemmeno venuto in mente che Rimini possa avere un centro storico. La maggior parte delle persone che sono state a Rimini con cui ho avuto il piacere di parlare non sanno nemmeno che oltre al mare e alle discoteche ci sia un’attività culturale interessante. Io dico che i turisti vedono questo in una città come Rimini perché questo gli abbiamo abituati a vedere e dire che in estate di attività interessanti da tirare fuori, ce ne sarebbero….e allora spazio alle idee, spazio ai giovani. Trovo molto incoraggiante il progetto con Foursquare ideato quest’anno.

  • http://www.mcalamelli.net Massimiliano

    Curioso, abbiamo fatto la stessa scelta, ero a RoMa anche io :)

  • federchicca

    A saperlo prima ^_^

  • http://www.mferri.com Mauro

    Ho partecipato, come utente, all’evento Foursquare, in sè interessante, ma ancora troppo circoscritto, non facevo che ricevere notifiche in cui l’amministratore si lamentava dell’assenza di check-in in determinati luoghi della festa, poi non ho saputo più nulla, come si è concluso il concorso? Chi ha vinto l’iPad rosa ? ;-)
    Credo che la direzione sia quella giusta, la necessità di integrare l’esperienza dell’evento con la rete, ma le applicazioni ‘concrete’ hanno bisogno di ulteriore studio, per questo mi piacerebbe conoscere qualche numero dell’esperienza meritoriamente realizzata da APT Regionale..

  • federchicca

    Ah bè io so solo che l’ipad rosa l’ha vinto Donatella…nel commento qui sopra ^_^ io l’ho visto ed è…proprio rosa! ^_^

    Per i numeri attendiamo riscontri da chi di dovere!

  • http://twitter.com/dplastino Donatella

    Ciao Mauro,

    forse posso darti qualche link utile.
    La comunicazione della vincita dell’iPad l’hanno data qui: http://www.travelemiliaromagna.it/risultato-estrazione-finale.
    Qui invece trovi un po’ di dati sulla partecipazione al concorso:
    http://www.surfincity.it/notterosa.

    C’è il numero dei check-in totali e il numero dei check-in realizzati per ogni località.
    In effetti la partecipazione non è stata altissima, in alcune località non c’è stato nessun check-in e gli organizzatori non sono riusciti ad assegnare tutti i premi in palio.

    Per la cronaca, io di check-in ne ho realizzati 13, sparsi tra il centro storico, il lungomare di Rimini e Riccione (cioè i luoghi in cui sono stata) e presumo che come me, anche altri partecipanti abbiano fatto più di un check-in.

    Certo, ci sono delle cose che si possono migliorare (e purtroppo foursquare è ancora di nicchia), ma spero che questa strada non venga abbandonata.
    :)