Ci sono occasioni che vanno celebrate: ieri era la volta di una ricorrenza importante, tanto che abbiamo deciso di festeggiarla in un luogo a noi caro, l’Agriturismo I Muretti. Ho giù avuto occasione di parlare di questo posto, nell’altro blog, ma questa volta voglio raccontare qualcosa di diverso, qualcosa di più. Non ho intenzione di scrivere delle prelibatezze assaggiate, per quanto buonissime, ne del vino (oh che Rebola!), ma di come in questo posto ci si senta sempre e incredibilmente a casa!

Un’amica recentemente mi ha detto che I Muretti si lasciano scoprire poco. Sono sempre pieni zeppi è vero, del resto io ho chiamato per due mesi di fila prima di avere un posto qui. Inoltre si sponsorizzano poco sui social network (se sono sempre pieni, alla fine fanno anche bene così). Eppure, sono un posto super conosciuto in Romagna e a Rimini. Conosciuto perché i proprietari sono ospitali e solari, conosciuto perché qui la cucina è davvero senza glutine e le persone che rendono questo luogo casa, qui ci abitano davvero.
Una casa per una sera, una casa per un pomeriggio, una casa che per noi che lo frequentiamo ormai da anni, rimane nel cuore anche se non ci si va non si riesce a prenotare da un po’.

L’occasione del weekend appena concluso era ghiotta e con l’estate alle porte, la voglia di leggerezza e spensieratezza era alle stelle. Abbiamo quindi approfittato di uno dei rari momenti di “tavolo disponibile” dell’Agriturismo I Muretti e siamo tornati a casa. Accolti da Beatrice e Nicolò, che ci hanno deliziato l’uno con la riserva (personale) di Rebola passita (assaggiata in anteprima e non ancora in commercio), l’altra con le primizie dell’orto, ci siamo ritrovati in un ambiente super accogliente, come al solito vorrei aggiungere ma devo specificarlo per tutti quelli che qui non ci sono ancora mai stati (ahi ahi ahi!).

I piatti con o senza glutine

Avete presente quando andate a mangiare dai nonni e non vedete l’ora di assaggiare quello che vi verrà presentato nel piatto? Ecco, a I Muretti è uguale. Personalmente nemmeno lo guardo più il menù, aspetto che siano loro a consigliarmi. Anzi, se trovo qualcuno che mi consiglia indicandomi quelli che sono i piatti del giorno, sono anche più contenta. Lo faccio per due semplici ragioni: innanzitutto il livello di fiducia che ho per gli amici de I Muretti è a livelli alti, incredibilmente alti, il secondo motivo è che sentendomi in un luogo in cui so di potermi fidare, rimetto a loro ogni decisione perché so che prepareranno il meglio per me, come è sempre stato del resto.

Per quanto riguarda i piatti senza glutine invece, potete star certi che qui troverete lo stesso menù (con qualche rarissima eccezione) perfettamente tradotto anche al senza glutine. Le persone che sono celiache, dopo averlo comunicato magari in anticipo, riceveranno per tutta la durata del pasto piatti diversi, non solo nel contenuto, ma anche nel design e nei colori, affinché nessun cameriere possa sbagliarsi creando spiacevoli inconvenienti. Un’attenzione che ho sempre gradito moltissimo.

Del menù non parlerò oltre, lascerò che siano i piatti a parlare.
Le foto, amatoriali in questo caso, sono comunque sempre delle fotografie e vi consiglio una visita se volete assaggiare voi stessi queste prelibatezze e constatare la veridicità delle mie parole.

I vini prodotti dall’Agriturismo I Muretti

Mi capita molto di rado di inserire mentalmente un luogo in due categorie. Vado in un ristorante per il cibo, non sempre il vino è all’altezza delle mie aspettative o se lo è perché il ristoratore sa sceglierlo bene o so sceglierlo bene io, ma non sempre è prodotto in quel contesto. I Muretti hanno un grande vantaggio per me che amo mangiare bene e bere altrettanto bene: hanno sia l’uno che l’altro. L’Agriturismo I Muretti producono Libera, rebola doc, Lulone (sangiovese, ottenuto con la tecnica della macerazione carbonica sul 100% delle uve), Complice, sangiovese doc, Almadira (spumante metodo charmat) e il recente Passito di rebola di cui vi parlavo sopra, che però non è ancora in commercio.

Quando mi capita di trovare i ragazzi de I Muretti a qualche manifestazione, non manco di comprare una o due bottiglie di Libera, in assoluto il mio preferito. Un rarissimo caso questo di eccellenza di due categorie, culinaria e vinicola. Sinceramente, non so se preferisco più i loro piatti o il loro vino, diciamo che averli assieme sarebbe sempre la condizione ideale.

Le serate speciali nell’orto

Ti p’Orto in cucina è una delle nuovissime iniziative dell’Agriturismo I Muretti. Ho avuto un piccolo assaggio di questa bella attività proprio ieri sera. Diciamo un percorso privato con Beatrice e Giulio, con cui ho fatto visita alla serra dell’orto de I Muretti, dove Giulio ha praticamente saccheggiato le piantine di pomodori facendo un godurioso aperitivo privato sul campo, e visita agli animali dell’agriturismo. Abbiamo rivisto con piacere galli e galline, oche e i nostri amici asinelli (di razza sarda e non romagnola).

L’iniziativa del Ti p’Orto in cucina è nuova e molto interessante per chi con l’orto non ha mai avuto un gran feeling. In sostanza ci si ritrova verso le 19 all’agriturismo, si va nell’orto assieme a Beatrice e Nicolò e si scelgono insieme le verdure di stagione che poi si porteranno in cucina. Ogni tavolo ha a disposizione un cesto dove raccogliere le proprie verdure. L’aiuto dei proprietari è fondamentale non solo per scegliere le prelibatezze della terra, ma anche per sapere come coglierle, per sapere quali prendere, secondo il grado di maturazione ad esempio, ma anche per sapere come accostare i sapori, gli odori che poi finiranno di lì a poco, nel piatto. Tutto questo ovviamente viene accompagnato da un bell’aperitivo di benvenuto con i vini de I Muretti.

Passione e autenticità, gli unici ingredienti che servono

Quando penso a I Muretti, le due parole che mi vengono in mente sono queste: passione e autenticità. La passione si vede in ogni cosa qui. Si vede da come gli ospiti vengono accolti, si vede da come l’ambiente viene impreziosito, dalle attenzioni, dalle parole, mai troppe e mai fuori luogo. L’autenticità è difficile da mascherare o da inventare se non c’è. Qui c’è e si sente, anzi si vede. Le persone sono autentiche, i piatti sono autentici con sapori che non ti ricordavi dovessero avere, con un gusto che ti fa sazia anche solo alla vista (ok, non esageriamo, poi ci vuole anche l’assaggio!).

I bambini sono benvoluti e un grande giardino con tanti giochi è pronto a testimoniarlo.
Dopo la prima mezz’ora di giochi, Giulio si è tolto i sandali e ha iniziato a girare scalzo: nell’erba, sui sassi, ovunque. Scalzo perché libero, scalzo perché forse chissà, così si sentiva più in armonia con la natura che lo circondava e perfettamente a suo agio in quel contesto.

I pantaloni di Giulio sono di Kuxo Baby.
Avevamo anche uno splendido maglioncino blu che però non siamo riusciti a mettere per il troppo caldo.
E` possibile vederlo all’interno del sito ufficiale.