Quest’anno abbiamo avuto la bellissima idea di fare un viaggio diverso dal solito, un viaggio in bicicletta in Olanda. Un viaggio insolito per noi che di on the road ne abbiamo fatti tanti, ma sempre in automobile. Quest’anno le macchine le abbiamo viste solo parcheggiate, abbiamo passato due settimane in sella, al massimo qualche volta in barca o in treno, ma delle automobili nemmeno l’ombra.

Una volta tornati in Italia abbiamo avuto quasi uno shock! Non ci eravamo mai accorti di quante macchine ci fossero in Italia prima di tornare da un viaggio così. Non ci eravamo mai davvero accorti di quante persone usassero l’auto anche per fare pochi metri, quasi sempre in auto da sole, prima del nostro bellissimo viaggio in Olanda. Noi d’altro canto ci siamo ripromessi di utilizzare la bicicletta il più possibile, anche se già prima dell’Olanda andavamo spesso in bici, e di usare la macchina solo per i tratti veramente indispensabili.

Ma com’è stato fare un viaggio in bicicletta e per di più con un bambino? Come abbiamo fatto i nostri bagagli e come abbiamo fatto per due settimane a organizzarci con i vestiti? Ecco i miei consigli per un viaggio speciale come il nostro!

Innanzitutto, in tre abbiamo portato via solo due zaini grossi e una piccola borsa (più una busta) da tenere a tracolla per soldi e documenti oltre che per la macchina fotografica. La mia filosofia è sempre stata quella di portare meno cose possibili in viaggio. Odio tornare a casa con i vestiti mai usati perché so che so che sono stati solo pesi (nel vero senso della parola) durante il viaggio. Oltre al banale calcolo della biancheria relativa ai giorni di viaggio e alle magliette, pantaloni/gonne e ai loro abbinamenti, ho inserito nei nostri zaini: una borraccia da litro, beauty per igiene e beauty con medicine per tutti (lo stretto necessario), due asciugamani oltre quelli che sapevo avrei trovato a destinazione, un paio di scarpe chiuse a testa, un paio di ciabattine da doccia a testa, un phone da viaggio, un poncho a testa, carica batterie dei cellulari e carica batterie della macchina fotografica oltre alla batteria aggiuntiva per il telefono. Niente di più, solo lo stretto indispensabile.

Siamo partiti da Rimini con due grossi zaini, una borsa a tracolla, un passeggino pieghevole e lo zainetto con i giochi di Giulio (anche quelli super selezionati). Un altro zainetto era ripiegato all’interno di uno dei due grossi zaini, così da essere utilizzato nel momento in cui la sera volevamo fare una passeggiata oltre alla tracolla con i documenti e l’essenziale. Dentro lo zainetto mettevamo ogni giorno il cambio completo per Giulio così da lasciarlo giocare in tranquillità con il sole e con la pioggia, la borraccia piena di acqua, delle cose da mangiare per merenda, il poncho e poco altro.

Un viaggio in bicicletta di questo tipo ti costringe ad essere per forza di cosa super organizzato, ecco come ci siamo comportati.

Prima settimana in barca + bicicletta

La nostra prima settimana in Olanda l’abbiamo trascorsa dormendo in barca e andato in bici grazie a Girolibero, il tour operator per i viaggi in bicicletta in Italia e nel Mondo. Eravamo 4 famiglie e il nostro percorso era tracciato e deciso già prima della partenza, la nostra guida era Silvia, italiana che abita ad Amsterdam da molti anni. Per la prima settimana avevo organizzato gli zaini sistemando i vestiti per giorni. Viaggiare in barca, in spazi non troppo grandi vuol dire dover avere per forza di cosa poche valige rigide, o ancora meglio zaini morbidi da poter sistemare sotto i letti a castello. Ho deciso quindi per la prima settimana di dedicare un po’ più di tempo alla preparazione dei bagagli a casa, per essere più pratici e veloci una volta in barca. L’idea, presa in prestito quindi non mia, è stata quella di dividere i vestiti per i giorni di viaggio in piccoli sacchetti con sopra scritti i nomi dei giorni. In questo modo ogni giorno non dovevamo frugare nello zaino per trovare gli abbinamenti o le cose più giuste da indossare, ma ci bastava tirare fuori il sacchetto con il nome del giorno giusto e avere le nostre cose già pronte. Il sistema come ho detto non è di mia invenzione, ma ha funzionato e anche molto bene.

Alla fine della prima settimana mi sono accorta che comunque, le cose portate, anche se equamente distribuite nelle giornate di viaggio, erano ancora tante. La prossima volta potrò ancora di più diminuire il carico, nel vero senso della parola.

Seconda settimana: sosta, lavatrice e ripartenza per Texel

Finita la nostra prima settimana di viaggio, abbiamo organizzato un giorno di fermo ad Amsterdam in un hotel precedentemente scelto in cui potevamo fare lavatrice (e asciugatrice). Abbiamo così passato una serata tra pizza, cartoni animati e lavatrici (circa tre) e relative asciugatrici. La mattina seguente, con i nostri zaini cerchi di vestiti puliti, siamo ripartiti alla volta di Texel, un’isola del gruppo delle isole Frisone, nel Nord dell’Olanda.

La seconda settimana è stata molto più semplice dal punto di vista del viaggio. I primi tre giorni li abbiamo passati a Texel girando l’isola in bicicletta con i nostri tempi e le nostre soste. I restanti quattro giorni di viaggio invece, li abbiamo passati tra L’Aia, Rotterdam e Amsterdam con base per le tre notti a L’Aia. Per la seconda settimana non abbiamo organizzato gli zaini in base ai giorni, ma in base ai capi, quindi intimo in un solo sacchetto, magliette divise per viaggiatori e così anche i pantaloni, le maglie più pesanti e le gonne. Avendo più tempo da dedicare la mattina alla colazione e alle attività di routine, potevamo anche permetterci il lusso di passare più tempo a scegliere i vestiti.

Così abbiamo sistemato i sacchetti negli zaini inserendo i capi più pesanti sotto e via via sopra i sacchetti con i capi più leggeri. In questo modo le cose più leggere non venivano schiacciate da quelle più pesanti e si stropicciavano meno e i nostri zaini erano più equilibrati in schiena e una volta arrivati a destinazione e appoggiati a terra.

Ritorno a casa: tutto a lavare e subito!

Il ritorno a casa è stato in parte traumatico, come spesso ci capita quando torniamo da un viaggio molto bello, ma anche molto sentito, come ci capita quando abbiamo già in mente una nuova destinazione.
Non sono una che ama tenere la valigia o in questo caso lo zaino pieno di vestiti per giorni, sistemandoli a poco a poco. Preferisco dedicarmi ai panni subito per rimettermi subito in carreggiata.

Nel caso dell’Olanda sono riuscita a fare le lavatrici e asciugatrici in tempi record. Siamo arrivati a casa a sera inoltrata e a mezzogiorno del giorno dopo tutto era già sistemato negli armadi. Lo so, sembro quasi una maniaca del pulito! In realtà so bene che le cose da fare sono sempre tante e con un bambino piccolo in casa è bene essere pronti a giocare fin da subito e fare le lavatrici, sistemare gli zaini o il beauty sono cose che posso fare benissimo anche di sera quando lui si è addormentato o di mattina presto quando si deve ancora svegliare.

Nel caso delle nostre lavatrici, ho preferito utilizzare prodotti ottimi, soprattutto per quelli sportivi. I capi che abbiamo portato con noi non sono tecnici nel vero senso della parola, ma sono comunque capi casual, direi quasi easy. Niente di troppo particolare, nessun vestito dal tessuto importante o troppo delicato. Il nostro è stato un viaggio per lo più avventuroso e sportivo, non avrebbe avuto senso mettere nello zaino scarpe con il tacco o vestiti dai tessuti pregiati che si sarebbero potuti rovinare molto facilmente. Per questo una volta a casa ho preferito lavare i capi sportivi con Perlana Care & Refresh che neutralizza i cattivi odori con la formula deo-tech e i capi bianchi, come le magliette che indossavo per andare in bicicletta con Perlana Bianco che previene l’ingrigirsi dei capi più chiari.

I prossimi viaggi che faremo saranno sicuramente meno attivi, se così vogliamo definirli, ma ora che abbiamo conosciuto la bellezza dei viaggi in bicicletta, ci siamo ripromessi che faremo del nostro meglio, anche nei prossimi anni, per non farci scappare questa occasione di sport e divertimento in famiglia che tanto ci ha fatto bene al fisico ma soprattutto allo spirito.

Post in collaborazione con Perlana.