Che emozione scrivere questo post, quante cose sono cambiate in questi anni: tantissime! Solo qualche anno fa, avevo giurato che io una casa di proprietà non l’avrei mai avuta, mai. Invece siamo qui, pronti a firmare queste carte, a fare di 90 metri quadri e rotti la nostra reggia. Siamo qui con i nostri desideri in tasca che finalmente vedranno la luce in questa casa, finalmente nostra. 

Non è stato un anno facile, quasi 12 mesi di ricerca per trovare la casa perfetta, o meglio, quella che per noi assomiglia di più alla perfezione. Sì, perché in un anno abbiamo capito che la casa dei sogni non esiste e non esisterà mai, a meno che tu non la costruisca da zero, e per forza di cosa bisogna anche un po’ accontentarsi. Abbiamo fatto i conti con i nostri desideri, abbiamo dovuto scegliere se preferivamo una casa in centro o una villa fuori città, se preferivamo una casa o un appartamento, la comodità o la privacy, avere la scelta dei materiali o meno tempo di attesa per diventarne proprietari.

Abbiamo dovuto scegliere tante cose, a volte di fretta, a volte sotto stress. Sì, perché nessuno quando stai mettendo su casa ti spiega che se non sai immaginarti uno spazio vuoto, pieno di cose, forse è meglio che ti affidi ad un bravo architetto. Nessuno ti dice che in pochi mesi devi far tesoro di tutte quelle idee da rivista che hai sfogliato frettolosamente dalla parrucchiera o dall’estetista. Erano questi i colori che mi piacevano? E i materiali?
Ci si sente confusi e si vorrebbe più tempo, tempo che quando serve ovviamente non c’è mai!

Nessuno ti dice che esiste un’infinita varietà di mattonelle per il bagno, misure, opacità, tridimensionalità, e tutte sembrano così dannatamente diverse ogni volta che le rivedi e poi ancora uguali e ancora diverse, fino a che dici la fatidica frase “ma lei, se fosse casa sua, cosa sceglierebbe?“.
Sì, perché io l’ho detta, uh se l’ho detta. Avrei anche potuto tatuarmela in fronte ogni volta che incontravo costruttore, arredatore e tutte le figure professionali di cui uno deve avvalersi quando mette su casa e della maggior parte delle quali ne ignora l’esistenza e l’utilità, quando ancora una casa non ce l’ha.

Poi c’è il momento in cui la casa prende davvero forma, la vedi sventrata, la vedi brutta e vecchia e a mano a mano che il tempo passa questa prende forma. Vedi il pavimento che hai scelto personalmente e pensi “però, ho visto lungo questa volta”, vedi il bagno finito e pensi che effettivamente le altre mattonelle sarebbero state una scelta pessima e meno male che ti sei fatta suggerire e aiutare o sarebbe successo un vero disastro. La verità, davvero, è che casa tua sarà sempre lo specchio di te, di questo momento, del tuo stato d’animo e nessuna scelta darà mai un risultato differente da quello che ti aspetti ora (a meno che tu non ti faccia suggerire davvero, davvero male).

Poi ci sono le spese. Una casa nuova è tutta una spesa. Sì, ci sono quei soldi che sai già che dovrai investire lì, poi c’è l’arredamento e allora inizi a sommare cifre su cifre fino a che pensi che quella cifra mega gigante che hai ottenuto, potrebbe bastarti per fare tutti i viaggi di una vita e per mandare all’università tuo figlio e tutta la tua famiglia almeno per un paio di volte. Inizi a cercare di risparmiare, a pensare di cosa potresti fare a meno, forse alle cene fuori, ma mai dei viaggi, quelli sono l’investimento principale del tuo futuro, altro che università!

Così, sì: l’abbiamo fatto. Abbiamo comprato una casa, la casa che più ci ha fatto sentire bene. Dicono sia così no? E` lei che ti sceglie, che ti dice, sono io, sono qui. Lì mi sono immaginata Giulio correre in un corridoio bianco e lungo, giocare e dormire nella sua cameretta, in quella casa ho visto il nostro primo albero di Natale, i regali e i dolci appena sfornati. Mi sono immaginata un arredamento finalmente come l’ho sempre desiderato, scandinavo, con i grandi listoni di parquet in legno naturale che tanto amo e ho sempre amato in tutto le case del Nord Europa che ho avuto il piacere di vedere. Ho visto la nostra cucina, bianca e nera con dettagli come piacciono a noi. Ho visto uscire dal forno una ciambella, prendere dal frigo il latte e fare una bella colazione disordinata ogni mattina nel tavolo nel centro del salotto, tutti insieme.
Ho visto il divano e ho sognato le nostre sere insieme, mentre Giulio giocava sul tappeto noi che ci gustavamo una serie televisiva. Ho visto i pianti di gioia, le risate, gli amici a cena e i parenti in visita. Ho visto lo scantinato delle biciclette, il mio armadio pieno di vestiti (da riordinare), il nostro letto senza schienale e la grande doccia che abbiamo fatto mettere, proprio come quella degli Hotel, per continuare a sentirci in viaggio, anche a casa.

Tra la sala e la cucina abbiamo voluto la nostra parete in vetro e in ferro, come quelle della Parigi degli anni ’30, lì mi sono immaginata le mie mappe appese al muro, le fotografie dei nostri viaggi che ora inizierò a stampare. In quella casa mi sono immaginata noi tre sul divano, a guardare un film, mangiare biscotti, riscaldarci sotto la nostra coperta, addormentare Giulio in sala e portarlo in punta di piedi nel letto. Mi sono immaginata il calore di una casa nostra, fatta esattamente come noi, di sogni che diventano giorno dopo giorno delle bellissime realtà. Perché questa è la vera essenza di una famiglia, fantasticare e sognare sì, ma anche condividere e desiderare così forte qualcosa da realizzarlo in barba a tutti i cattivi pronostici.

Lunga vita a casa nostra e benvenuti!
Dopo tanto viaggiare, una casa in cui tornare.