Avete mai pensato di fare un gioco? Prendere un oggetto che utilizzate quotidianamente per una cosa, una sola cosa, e inserirlo all’interno di un altro ambiente. Esistono tantissimi giochi di questo genere in psicologia, quando si vuole far allargare la mente a qualcuno per esempio, quando si vuole dare una seconda vita ad un oggetto che, pensiamo, ha finito la sua prima, o almeno quella per cui l’avevamo acquistato.

Adoro vedere gli oggetti fuori dai loro contesti. Vedere cose normalissime, inserite all’interno di un ambiente normalissimo, ma che insieme cozzano un po’. Sì, ma cozzano ad una prima occhiata perché poi a ben vedere quell’oggetto lì, messo così, girato, magari aiutato da altri oggetti di contorno, legato… bè, quell’oggetto lì sembra essere nato per farla quella cosa, non per trovarcisi per caso.

Terra Cotto Ghisa

Ma di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di oggetti che hanno più vite, o che forse la vita la creano. Parliamo di pentole e padelle senza cibo, parliamo di fruste senza uova ne maionese, ma anzi nate per diventare portacandele. Parliamo di pirottini per dolci che diventano sonagli o mini porzioni per un picnic improvvisato con una piccola forchetta in argento e una tavola shabby chic.

Di idee me ne sono venute tante, tutte assieme, tante che ho fatto fatica a realizzarle tutte. La prima è stata quella di un vaso di pomodori. Una Terra Cotto Ghisa  con pomodori e zucca, pronta per essere esposta, annaffiata, messa al sole in terrazza. L’idea mi è piaciuta subito perché amo le piantine e perché i vasetti di plastica mi sembrano sempre molto tristi. Una bella casseruola di terra cotta, arancione poi, del colore del sole e dell’estate, avrebbe reso giustizia finalmente a queste piantine, troppo spesso così poco considerate.

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La seconda idea mi è venuta pensando ad un pic nic gourmet, un pranzo su un prato o all’aperto senza panini ne fast food, ma prodotti pensati, serviti e curati con amore, con mini porzioni di pirottini in cui servire un’insalata di riso con polipo e piselli, qualcosina di speciale, così come speciale è il servizio e il modo in cui questa prelibatezza viene offerta.

Pensando infine a qualcosa di più giocoso, lontano anche dal mondo del cibo, ma più vicino a quello del viaggio, mi sono ricordata di aver acquistato, anni fa, in un posticino di mare in Puglia, questo portaconchiglie colorate ciascuna di un colore diverso. Un ricordo di viaggio che oggi, volente o nolente devo condividere con mio figlio dato che adora tutto quello che spenzola, tutto quello che con le sue manine paffute riesce ad acchiappare. Ho avuto l’idea quindi di sostituire qualche conchiglia, ancora pericolosa per lui perché appuntita, con i pirottini Sambonet perfetti per le sue manine perché morbidi e delicati, facili da prendere e sì, anche da mettere in bocca… del resto solitamente ci cuociamo i cupcake!

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Bene, ora le scommesse sono aperte. Cosa mi inventerò ancora per intrattenere Giulio? Non è un caso che i bambini si interessino sempre degli oggetti più comuni, lo sapevate? Niente giochi da millemila dollari, niente cose strambe, loro sono attratti da quello che vedono usare nella vita di tutti i giorni da mamma e papà, quindi viene naturale pensare ad oggetti per la casa, per la cucina, le chiavi o qualche vestito, i tubetti delle creme e tanto altro.

Secondo me non c’è niente di sbagliato nel far prendere confidenza i più piccoli con questi giochi e oltre a far risparmiare i soldi ai genitori il lato positivo, un altro, c’è: far sviluppare la fantasia e la creatività ai più piccoli, ma anche a mamma e papà. Del resto, se devo fare in modo che mio figlio non si faccia male con la pentola che vuole a tutti i costi prendere, perché non penso ad un modo in cui, non solo lui  la possa toccare, ma questa sia anche in perfetta armonia e sicurezza nel suo ambiente?
Ho messo in moto la vostra creatività? 😉