I viaggi on the road sono tra i miei preferiti (oltre a quelli di 24 ore di aereo), amo infatti immergermi completamente nel viaggio, a partire dal tragitto. Sì perché diciamocelo, quel qualcuno che aveva detto che il viaggio non è il raggiungimento della meta, ma il suo percorso verso la meta, non aveva poi così tanto torto.

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Quando decidiamo di partire non vogliamo solo raggiungere una destinazione, una città o un luogo, vogliamo viaggiare, nel senso più completo del termine. Per quanto riguarda la mia esperienza di viaggio, il non voler fare il tragitto verso la città che mi attende sarebbe un bel problema, vorrebbe dire che non amo più viaggiare. Sì, perché il teletrasporto in realtà non appagherebbe noi viaggiatori seriali. Passare da una città all’altra nel giro di un nanosecondo, cosa significherebbe?

Significherebbe perdere le attese in aeroporto, e tutta la bellezza che questo comporta. Osservare, mangiucchiare qualcosa mentre si attende la chiamata del volo, aspettare, ritardare, magari arrivare all’ultimo minuto per prendere il volo per un soffio e ancora incontrare le persone, scambiare sorrisi, sguardi, parole. Il viaggio è questo. Il viaggio è tutto quello che c’è prima e dopo la città, è un’andata e spesso un ritorno da un luogo che non è nient’altro che staticità, come casa nostra.

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Oltre all’aereo e agli aeroporti, che amo immensamente, amo le auto. Comode, personalizzate, da guidare (no guidatori per me please), da vivere, da sporcare con un cambio di rotta su strade non asfaltate. Le auto dove cambiarsi, fare un pisolino, mangiare, sognare o pensare, dove cantare a squarciagola (prima) e dove sussurrare ninna nanne all’orecchio (ora). Le auto che mi piacciono di più sono quelle che anticipano un mio bisogno, che con i loro comfort mi fanno sentire bene, sempre al centro, incredibilmente sicura e protetta, ma anche avventuriera.

La mia (fatemela chiamare così) Peugeot 308 SW, era tutto questo.

Sicura, elegante, con un immenso tetto panoramico, sportiva, scattante, comoda e bella, anzi no, bellissima. Me ne sono innamorata subito e devo dire che se n’è innamorato anche Giulio, a prima vista. Il primo nostro viaggio, un banalissimo Milano – Rimini è stato a dir poco emozionante. Esagerata, direte voi, invece no. Abbiamo scoperto la guida leggera e liscia, i comandi dell’auto per regolare in tutta facilità direttamente dal volante audio e telefono e tutti gli altri comandi elettronici (niente manopole e manovelle) per radio, ventilazione, mappe e rubrica.

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Non so se ho mai avuto una macchina così tecnologica, ma mi è piaciuto e non poco. La particolarità che più mi ha sorpreso è che, nonostante la Peugeot 308 SW sia molto lunga e con un bagaglio grande per ospitare una bella famiglia numerosa, è anche sportiva. Il volante è leggermente più piccolo rispetto alle normali auto, un po’ come un volante da corsa, i sedili sono ribassati e il cambio è basso, ci si sente come in un rally e invece si sta accompagnando il bimbo all’asilo!

Due cose che mi sono piaciute tantissimo e che devo dire mi mancano.
Innanzitutto il tetto panoramico, enorme e luminosissimo. Innanzitutto mi piaceva aprirlo la mattina appena salivo in auto per avere più luce, quasi fosse una casa e dovessi illuminare il soggiorno. La sera invece notavo che piaceva parecchio anche a Giulio. Si addormentava nel suo seggiolino guardando in alto. Di giorno ammirava le foglie degli alberi e la sera le stelle. Era di una poeticità unica.

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Un’altra cosa che mi manca tantissimo è il sistema di apertura e chiusura dell’auto senza chiave, ma solo con la pressione della maniglia. Inoltre l’accensione dell’auto, anche questa senza mai tirare fuori la chiave dalla borsa (e per chi ha un figlio è una bella cosa, dato che si fa prima a trovare pannolino/bavaglino/cambio/pomata/ciuccio che le chiavi dell’auto). Infine il freno a mano che “non esiste”. Sì, avete capito bene, il freno a mano viene inserito automaticamente allo spegnimento dell’auto e si disinserisce automaticamente dando un po’ di gas una volta saliti in auto.

La Peugeot 308 SW mi manca già, stare con lei un mese mi è piaciuto parecchio. Il bagagliaio era talmente grande che riuscivo a infilare il passeggino di Giulio e due valige, e ancora rimaneva dello spazio. I sedili erano super comodi e le luci posteriori interne dell’auto erano bellissime e discrete, secondo me si era affezionato anche Giulio, chissà che non manchi anche a lui la nostra bella Peugeot?