Da sempre amo viaggiare on the road. Se ripenso ai miei viaggi più belli, la maggior parte di questi li ho fatti in auto. Spagna, tre settimane a zonzo per l’Andalusia, Scozia, 14 giorni da nord a sud, per non parlare della Sicilia, delle Azzorre, 10 giorni e due isole in auto e la prossima meta, la Bretagna on the road.

Perché mi piace viaggiare in auto? Perché è comodo. Perché non bisogna preoccuparsi degli scioperi dei treni, perché basta un navigatore o una buona mappa, perché ci si può attardare in un ristorante o in una città che ci piace e ridefinire il programma in base alle nostre esigenze, senza sentirsi costretti da tabelle di marcia imposte da altri.

Ora che c’è anche Giulio, come cambia il nostro modo di viaggiare in auto?

Il primo viaggio in cui abbiamo affittato un’auto, per Giulio è stato alle Azzorre. Sei aerei e due auto in una settimana e il ragazzo se l’è cavata egregiamente, non si può certo dire che non sia figlio di due che sanno adattarsi o che sanno vivere il viaggio, questo no! Ora che ci penso forse l’itinerario scelto e la prima meta, potevano anche essere un po’ più facili, ma se non mi sono fatta problemi allora, perché farseli ora?

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Noleggiare un auto con un neonato ora è ancora più necessario.
Se prima mi piaceva per la libertà e l’autonomia che un’auto mi poteva dare, ora mi piace perché posso gestire il mio tempo in viaggio con ancora più libertà e perché posso spostarmi quando voglio e nei miei tempi, cosa davvero importante. Chi ha avuto un figlio lo sa, spesso ci sono inghippi che non si possono controllare, per quanto efficienti e organizzati si sia in famiglia. Dal “oh no, bisogna di nuovo cambiarlo” al “fermiamoci che vuole mangiare” fino al “trova un supermercato o una farmacia che sono finiti i pannolini“, e sì, capita anche in viaggio, anzi no, capita soprattutto in viaggio.
Ve lo immaginate un viaggio con queste necessità in treno o in autobus? Un vero disastro.

Credo che i viaggi si dividano essenzialmente in due tipi, quelli itineranti e quelli che possiamo definire stanziali. Per gli stanziali non c’è nessun tipo di problema a non avere l’auto, con o senza bambino, del resto basta arrivare in un città e poi ci si arrangia lì, spostandosi con i mezzi locali o a piedi. I viaggi itineranti con un bimbo invece, sono molto più complicati se non si ha a disposizione un’auto a noleggio o non si arrivi direttamente con la proprio auto, perché no.

Cos’ho imparato in questi ultimi viaggi e in tutti quelli precedenti on the road?
Ecco un piccolo vademecum che, se avete o state per avere dei bambini, spero vi siano d’aiuto.

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Navigatore o mappa

Primo punto fondamentale, se andate all’estero e non avete una sim locale, scordatevi di usare l’app di Google a meno che non vogliate spendere un patrimonio in connessione. La mappa e la cartina stradale sembrerebbero essere l’unica via, ma nell’ultimo viaggio in Scozia, abbiamo scoperto un’applicazione di viaggio di Tom Tom che all’epoca veniva 1.99€ al mese e che permette di viaggiare a questo prezzo utilizzando un navigatore internazionale che potete consultare direttamente sul vostro smartphone. Bellissima! Peccato che ad oggi l’applicazione sia acquistabile solo annuale, e non vi sto a dire i prezzi…  così siamo di nuovo alla ricerca di un’altra app simile e accessibile anzi se ne conoscete sono tutta orecchie.

Kasco e assicurazione

Sempre, sempre, sempre fate l’assicurazione auto quando la noleggiate e no, non parlo di quella che si fa sul sito, ma di quella che si può solo fare una volta arrivati al punto noleggio, che di solito costa qualche centinaio di euro, ma che assicura la macchina al 100%, anche se ve la rubano, fate un incidente (speriamo di no!), la buttiate in un precipizio. Nessuno vi chiederà nemmeno un euro se fate questa l’assicurazione e io ve la consiglio caldamente, starete più sereni per tutto il viaggio.

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Necessaire e cibo

Patatine, acqua, succo, fazzoletti, maglietta e occhiali. Questo è quello che di solito porto in auto quando so che dovrò viaggiare per tanto tempo. No, la musica solitamente non la porto, non faccio i classici cd da viaggio perché preferisco ascoltare la radio locale, sentire quello che passa, la musica del posto, la pronuncia del dj e le voci di chi chiama da casa.
Ormai per me è una parte imprescindibile del viaggio, di cui non potrei fare a meno e spero di abituare anche Giulio alla radio locale.

Anche Giulio ha il suo necessaire, ma di solito si tratta quasi esclusivamente di giochi 😀

Ovetto

Partire con un bambino per un viaggio in auto con la proprio autovettura, è semplicissimo, del resto se l’ovetto o il seggiolino auto l’avete già montato, non dovete far nulla.

Avendo io un ovetto CYBEX Cloud Q, ho deciso di portare questo direttamente in viaggio, soprattutto quando Giulio era piccolissimo, perché mi faceva sentire sicura averlo in un ambiente così protetto e tuttavia comodo, perché nello specifico l’ovetto CYBEX Cloud Q si sdraia completamente permettendo al bambino di assumere una posizione distesa fuori dall’auto.

Nello specifico grazie alla struttura del Bugaboo, sono riuscita a portare l’ovetto anche in giro con me, trasportando Giulio dall’auto… alla strada, senza togliere le cinture ne fargli prendere freddo inutilmente.

Se siete curiosi di sentire qualche buon consiglio da un’esperto, vi lascio il video “Viaggiare con i bambini, i consigli del medico” – molto interessante!