Leggere mi piace tantissimo, è una passione che ho da sempre anche se spesso non riesco a leggere quanto vorrei (purtroppo!). Se poi il libro tratta di viaggi, cucina ed è scritto da un’amica, corredato di bellissime foto che fanno viaggiare con la mente, riportandomi alla Thailandia, bé come faccio a non consigliarvelo?

La mia storia Thai è il libro di Vatinee Suvimol, avvocato, blogger, imprenditrice e chi più ne ha più ne metta, non ché mamma e donna meravigliosa. Ho conosciuto Vatinee ad una fiera del turismo, rivista poi in varie occasioni di lavoro e non e sempre ho percepito in lei un’animo dolce e sereno, una persona che ama tantissimo la sua terra, ma anche una donna determinata, forte e incredibilmente in gamba (se non altro per tutto quello che riesce a mettere e tenere in piedi, ma come fa?).

Quando mi è arrivato il libro a casa l’ho subito sfogliato. Non ci crederete, foto meravigliose, ma non solo io soggetti, piatti, panorami, dettagli. Io che amo la cucina thailandese che ho scoperto con un po’ di remore prima in Italia e poi apprezzato a pieno in Thailandia, ho trovato tantissimi spunti per riproporre e portare anche a casa mia un po’ di quel viaggio, fatto ormai per la prima volta fatto due anni fa (due anni tondi tondi!).

Ma non è questo secondo me il bello del libro, o meglio: non solo questo!

Quando è arrivato il libro di Vaty io pensavo fosse un semplice libro di ricette, non un romanzo. In realtà nemmeno un romanzo è, non è esattamente questa la sua definizione, ecco. Il libro di Vaty racconta la sua vita, che sì per alcuni aspetti può quasi essere presa come un storia, incredibile.

Una vita che mi viene da dire (come prima parola) pazzesca, una vita di viaggi, ma anche di sofferenze, con un lieto fine che nemmeno nelle favole. Io Vatinee l’ho conosciuta da grande, ma attraverso il suo libro me la sono immaginata da piccolina, l’ho vista in Thailandia appena nata tra le braccia della madre, a Singapore, a Monaco, a Palermo e poi a Bergamo. Ho conosciuto le sue sorelle e anche i suoi genitori soffiando le pagine che chissà quanto le sarà costato scrivere, ho immaginato le carezze della sua nonna, il sapore del riso la mattina, le preghiere al Buddha la sera nella camera in cui lui riposava.

La mia Thailandia è un libro, un vero e proprio libro a cui le ricette sono il contorno (anche se non lo sono affatto davvero) della vita di una bambina, una ragazza e una donna unica, con una carattere e una forza d’animo fuori dal comune. Io non conoscevo Vaty prima di questa lettura e non credo proprio di conoscerla adesso, ma ora vedo nella sua storia un insegnamento, per me e per quello che vorrei io insegnare a mio figlio: la determinazione e la perseveranza.

Sono rimasta sbalordita dalle fatiche e dal lavoro, dalla costanza e dalla ricerca per tutta una vita della felicità. Perché è questa che nel libro si rincorre, per tutte e quasi le 200 pagine, arricchite da fotografie, ricordi di viaggio, di casa e di amori.
Ho letto, ho pianto e ho sorriso all’idea dei primi amori, quelli che sono stati un po’ di tutti, ma sono anche stata sopraffatta da un forte sentimento di tristezza nel leggere alcuni episodi che in una famiglia non dovrebbero mai accadere.

La seconda parte del libro è ricca di ricette, vere e interessanti, come solo chi è già stato in Thailandia può ricordare e voler riassaporare. I piatti dei ricordi di Vatinee, quando li assaggiava da piccola, i piatti della Thailandia di oggi, quando Vaty porta la figlia, almeno una volta all’anno, nella Terra del Sorriso. Tutti i piatti sono raccolti, descritti e fotografati anche per noi.

Il libro si divide idealmente in due parti, la prima è il racconto di una ragazza, prima bambina e oggi una giovane donna che ha faticato per ottenere quello che voleva, sempre con il sorriso che le appartiene da quando la conosco. La seconda parte del libro è dedicata al ricordo e al dono. Il ricordo, quello della sua infanzia attraverso piatti locali, del dono a noi che amiamo viaggiare e assaporare piatti provenienti da tutto il mondo che con un libro di ricette come questo ci sentiamo dei re!

La vita di Vatinee non è stata facile, anche se incredibilmente ricca di vicissitudini, esperienze e sentimenti.
Non è giusto parlare troppo di questo libro a mio avviso, non solo perché non voglio raccontarvi tutto e non vorrei svelarvi il resto, ma proprio perché si parla di sentimenti, veri e forti, di quelli che rimangono anche dopo anni e continenti di distanza e non è affatto compito mio trarre conclusioni, unire i pezzi o ricomporre le fila.

Tutto quello che ancora vorrei dire è che era tempo che un libro così non mi prendeva l’anima, tanto che l’ho letto tutto in solo pomeriggio, mentre Giulio dormiva. Provavo a metterlo da parte, ma inevitabilmente lui tornava a voler essere letto.
La storia di Vatinee mi ha rincorso per giorni e io sono così felice di averla conosciuta e di aver condiviso con lei un pezzo di strada, seppur minimo, che sono emozionata e orgogliosa nel consigliarvelo, come si consiglia il libro di una grande donna e una grande amica.