Il viaggio in Olanda è stato per Giulio il primo viaggio in cui si è fatto degli amici che non fossero compagni di nido o amici dei genitori. Un viaggio che l’ha fatto crescere molto ma che l’ha anche avvicinato tanto ad altri bambini, nemmeno troppo della sua età.

Vivere nella stessa barca per sette giorni e otto notti, pedalare assieme, mangiare assieme a colazione, pranzo e cena è stato per noi davvero bellissimo. Abbiamo trovato una comunità di famiglie in grado di comprendere i nostri stessi bisogni e le nostre stesse necessità, ma non solo. Giulio ha capito il legame che c’è stato tra le nostre famiglie e si è subito lanciato anche lui alla scoperta e alla conoscenza degli altri bambini e degli altri ragazzi presenti nella barca.

Il ricordo fotografico che è uscito da questa esperienza è stato forte e bellissimo. Giulio per la prima volta si è ricordato davvero tutto di quella settimana, tutti i nomi dei suoi amici, ma anche dei più grandi, si è ricordato la nostra barca, il nostro letto, la nostra bicicletta e tutti i posti che abbiamo visto assieme. Viaggiare e vederlo crescere è un privilegio che ci tocca da vicino e per cui ogni giorno siamo infinitamente grati e oggi vediamo qualcosa in più in lui, il ricordo che cresce e che si fa memoria collettiva, quella della nostra famiglia che viaggia.

Il fotolibro dell’Olanda l’ho fortemente voluto. Uno per la prima settimana di barca insieme e uno per la settimana in cui siamo stati da soli tra Texel , isola olandese del nord dei Paesi Bassi, e L’Aia. Riguardando entrambi i libri vedo un’espressione diversa in Giulio. Lo seguo con lo sguardo e capisco che per lui, essere circondato anche da bambini, che hanno le sue stesse esigenze di gioco, è davvero un altro paio di maniche, un altro viaggio! Ricordo tutti i momenti in cui i ragazzi si mettevano a tavola da soli, nel tavolo dei bimbi, come diceva Giulio, e aiutavano a turno Giulio, chi con l’acqua chi con la razione del cibo. I grandi nel tavolo dei piccoli ci capitavano di rado, quello era il loro mondo e il loro modo di aggiustarsi, di calibrarsi e di capirsi.

Per tutti noi il viaggio in barca in Olanda è stata un’esperienza unica che non finirei mai di raccontare. In tanti mi hanno scritto, chi su Instagram, chi per mail, chi addirittura mi ha telefonato, per chiedermi di raccontare ancora una volta l’esperienza incredibile che ci ha travolto in questo nostro agosto appena terminato. Ho risposto a tutti, ma ancora continuo a scriverne e spero di poterlo fare di nuovo, di poter portare tutti di nuovo in sella e magari in barca, con noi in un’altra avventura.

Il fotolibro del viaggio in Olanda è già sulla mensola assieme a tutti gli altri. Questo è più spesso perché non ho voluto perdere nessuna delle foto, dei paesaggi, delle nostre espressioni, dei nostri giorni immersi nella natura e nelle città dell’Olanda. Appena arrivato l’abbiamo voluto riguardare tutti assieme, ci siamo messi sul divano e abbiamo iniziato a sfogliare. Le foto dell’aereo, dapprima, dei treni e poi delle biciclette. I volti amici, la barca, il carrellino su cui Giulio viaggiava, dormiva e giocava, ma anche si lamentava un pochino. I giorni di pioggia e quelli di sole, quelli in riva al lago, le pause con le caprette, le serate a zonzo tra Utrecht e Rotterdam, le giornate piene di vento, i pranzi al sacco, i caffè veloci, le birre chiare, i dolci a metà mattina per riprendersi dalla fatica, ma soprattutto i visi stanchi e soddisfatti dei nostri compagni di viaggio.

Di questo fotolibro sono davvero fiera ed orgogliosa, perché il viaggio in Olanda è stato speciale, sia per i nostri compagni di viaggio, sia per il viaggio in sé che ci ha fatto entrare in una dinamica di viaggio totalmente oscura per noi. Sogniamo ancora l’Olanda, le biciclette e le serate a zonzo per i Paesi Bassi, ma da oggi, oltre a sognarle, potremo riviverle quelle giornate grazie al fotolibro di Cheerz.