Il viaggio in Repubblica Dominicana è stato bellissimo e anche il primo in cui Giulio ha viaggiato da grande. Niente più posto sulla mamma per lui in aereo infatti, con Neos ha volato in un posto tutto suo, allacciandosi le cinture alla partenza e tenendosi stretto all’arrivo (perché aveva paura dei vuoti d’aria). Un viaggio che ha fatto con molta più autonomia. Autonomia nello scegliersi i film o i cartoni, la disponibilità era ampia, un viaggio con un pasto tutto suo e la possibilità di dormire davvero bene. 

Il viaggio verso Santo Domingo ha quindi segnato anche la sua maturità di passeggero, diciamo così, a 2 anni e 4 mesi. Mi è sembrato quindi giusto, al nostro ritorno a casa, far trovare lui un libro Cheerz sulla nostra ultima avventura ai Caraibi, completamente a sua portata. L’ordine che ho fatto con Cheerz questa volta non è stato come le altre volte. Nei viaggi precedenti ho sempre ordinato fotolibri con copertina rigida di 28×28 cm. Questa volta ho voluto ridurre le dimensioni, ordinando un fotolibro con copertina rigida da 20×20 cm.

Cambiano i viaggiatori, cambiano le loro esigenze

Già nei mesi scorsi mi ero accorta che Giulio facesse un po’ fatica a prendere da solo il fotolibro grande da 28×28 cm, ma in effetti non credevo fosse un dramma questo. Durante il nostro ultimo viaggio però, ho visto Giulio molto più grande (eh sai, crescendo, succede!) e ho voluto dar lui la possibilità di sentirsi pienamente responsabile di qualcosa che sentiva suo.

In che modo ho deciso di farlo? Ordinando un fotolibro più piccolo di dimensione, rispetto ai precedenti.
Appena preso in mano, ho visto subito negli occhi di Giulio una differenza di comportamento. Gli altri libri, ogni volta che aveva intenzione di leggerli o sfogliarli li portava ai grandi. Li portava alla mamma o al babbo e attendeva che loro li aprissero e gli raccontassero il viaggio. Con questo mini formato invece, Giulio ha avuto la possibilità di aprire, guardare e leggere da solo i suoi ricordi di viaggio, senza necessariamente interpellare uno di noi adulti.

La cosa bella è stata che ad un certo punto abbiamo trovato il fotolibro della Repubblica Dominicana in mezzo ai suoi libri. Mi ha fatto un enorme piacere vederlo lì. Innanzitutto perché mi sono immaginata che lo sentisse così suo che voleva stesse nella sua camera con i suoi libri. L’altra cosa che mi è piaciuta è che forse Giulio trova in questo fotolibro una storia (la sua storia) che legge e che rivive come se fosse un libro di avventure, un libro a tutti gli effetti, anche se dentro ci sono le foto di mamma, babbo e sue in primis.

La nostra libreria non sarà più la stessa: pazienza

Subito dopo aver ordinato il libro di un altro formato mi sono resa conto che, la mia idea di avere una perfetta libreria di foto di viaggio, sarebbe per forza di cose dovuta cambiare. La mia bellissima idea infatti, era di avere tutti i fotolibri della stessa dimensione (ma di colori diversi) per poterli mettere in ordine cronologico o magari cromatico, nella nostra nuova libreria.

L’idea, sfumata subito dopo aver effettuato l’ordine, ha lasciato spazio effettivamente a qualcosa di nuovo e di diverso, a cui non avevo ancora pensato. Sì, non avrei più avuto la mia libreria perfetta e ordinata come la volevo, ma avrei avuto un bambino forse più felice e padrone delle sue esperienze, se non altro nei suoi ricordi.

Il bello dei formati di Cheerz in effetti è anche questo. Pensare di avere una raccolta di album tutta uguale, è molto bello e qualcosa per cui noi malati di viaggio possiamo morirci dietro. Mi sono resa conto che alcuni fotolibri che hanno già qualche mese, sono caduti quando maldestramente trasportati dalle piccole mani di Giulio e si sono già un po’ rovinati. Questo non è pratico. Le foto sono fatte per essere riviste, i ricordi per dare emozioni e non si può impedire a un bambino di sorridere riguardando le sue foto con gli animali in Sudafrica, i cugini in Repubblica Dominicana o davanti ad un mega hamburger in California.

La nostra libreria quindi non sarà perfetta e forse mostrerà gli album non in ordine cromatico o della stessa altezza, ma sarà una libreria vissuta, di quelle che hanno qualcosa da raccontare e che si lasciano sfogliare, senza impedimenti. I ricordi di viaggio, a volte soprattutto quando siamo malinconici o nostalgici, quando sogniamo una vacanza che non arriva da un po’, valgono essi stessi un viaggio intero intorno al nostro universo. Dite che è davvero qualcosa per cui non vale la pena avere album di differenti dimensioni? 🙂