La domanda che mi viene posta è sempre la stessa: come fai a viaggiare sponsorizzata? Sponsorizzata poi, che brutta parola. Io non viaggio sponsorizzata, io viaggio raccontando un posto, amandolo, assaporandolo, capendolo, fotografandolo e infine sussurrandolo a chi desidera leggermi e vedere le mie foto su Instagram. Ci siamo un po’ persi oggi, ci siamo persi il viaggio. Diciamola, la verità. 

Una volta c’era i viaggiatori.
Poi sono arrivati i blogger di viaggio.
Infine sono arrivati i blogger che nel viaggio ci hanno raccontato come si sta bene con il vestito a fiori e le scarpe brandizzate, spesso perdendo di vista il resto.

Che fine ha fatto il viaggiatore che all’inizio era solo un esploratore armato di macchina fotografica e voglia di scoprire?
Probabilmente non c’è più e se c’è stato, è stato oggi letteralmente fagocitato dalle porte colorate, i cavalletti, i selfie, gli orologi di Instagram. Instagram, gioia e dolore di ogni blogger, influencer o aspirante tale. Come si guadagna davvero con Instagram, nessuno l’ha mai saputo, ma tutti sono convinti che pubblicando le proprie foto alla stessa ora, ogni sera da diversi anni a questa parte, otterranno prima o poi un lavoro o un soggiorno gratuito.

Tante sono le cose che ci hanno fatto credere negli ultimi anni quelli che se la sono suonata e cantata da soli con i loro circoli chiusi sul commento di massa, il like perforza (pena l’escussione di qualche gruppo Telegram) e i “in tanti mi avete chiesto dove ho preso la gonna” (probabilmente non più di 2 persone – i tanti).  Pochi sono i posti realmente visti e assaporati dai viaggiatori, tanti sono invece quelli immortalati per la composizione giusta della propria gallery. Instagram ha cambiato il nostro modo di viaggiare, non sono di certo io la prima a dirlo e credo proprio non sarò l’ultima. Instagram ci ha imposto una visione del mondo cromaticamente scenica, ricercata e voluta. All’inizio non era così, ma oggi per viaggiare e guadagnare con Instagram è necessario fare un viaggio basato anche sugli hashtag e le geolocalizzazioni.

Si sceglie allora la meta anche in base agli spot di Instagram? Sì.
E` una cosa normale secondo te questa? Diciamo che in un mondo digital di questo tipo, non è così anormale.
Eppure c’è da scandalizzarsi un pochino secondo me, ecco l’ho detto.

Personalmente quando scelgo un viaggio, faccio altre considerazioni. Da qualche anno a questa parte sono in fissa con gli alloggi. Se non trovo un luogo dove dormire che mi soddisfa a pieno, non prenoto. Guardo gli alloggi di un paese o di una destinazione, prima di prenotare (per me sono l’equivalente degli spot di Instagram). Eppure c’è chi le foto di Instagram le fa a prescindere da dove si trova, mi spiego meglio.

Ci sono posti che sono per definizione instagrammabili, luoghi in cui si va perché sono già stati fotografati su Instagram e perché vogliamo replicare o avere anche noi quella foto (esattamente quella foto lì) nella nostra gallery. Quando sono andata a Los Angeles per esempio, cercando online, ho trovato tantissimi posti instagrammabili e quando sono tornata, io stessa ho fatto un post sul blog per descriverli e indicare le strade in cui trovare alcuni murales specifici dove immortalarsi.
Ci sono poi persone che riescono a rendere belli e instagrammabili anche posti che in realtà non lo sono o non lo sono ancora.

Questa seconda categoria di persone, ha tutto il mio appoggio e la mia più profonda gratitudine. Instagram è bello, è un social che riempie (non so se è la parola giusta, ma la parola mi pare azzeccata) ed è un social che nel bene o nel male ha cambiato profondamente i nostri spostamenti.

Da sempre, quando sto per partire per un viaggio, so già che cosa manca al mio blog o che cosa i lettori del mio blog vogliono che io scriva al mio ritorno. Conosco chi mi legge, sia su questo blog che nell’altro e so bene che cosa dovrò portare a casa dai miei viaggi. Lo so ancora prima di partire e questo mi da una certa sicurezza, mi fa concentrare sulle cose che non conosco e che voglio approfondire, mi fa dare delle priorità. Da quando curo il mio profilo Instagram con più attenzione, mi sono accorta che ho iniziato a fare lo stesso ragionamento anche per questo social. Prima ancora di partire mi studio gli hashtag di riferimento del paese o delle situazioni che so che incontrerò in viaggio e mi preparo. Inoltre mi studio le foto di chi c’è già stato, vedo i posti più belli, quelli perfetti per i miei scatti e li distribuisco equamente durante i miei giorni di viaggio. Non è una cosa semplice, ma è necessaria. Ovviamente non va sempre così, a volte tutto accade molto più semplicemente.

Viaggiare con Instagram vuol dire comunque anche questo, anche decidere dove andare e cosa visitare per trovare lo scatto migliore. Come dicevo sopra, non è sempre così e a volte è bello fare scatti nuovi, che non sono ancora presenti nelle gallery di nessuno, ma è ovvio che così facendo oltre ad avere una foto unica, si avrà anche una foto meno cercata (con tutto quello che ne consegue).

Questo è il mio personale pensiero su un social che sto iniziando a capire sempre meglio, ma è solo il mio personale pensiero. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, sui viaggi, su Instagram, su questo nostro strano modo di viaggiare oggi.