Sei un blogger o un aspirante tale? Bene, sappi che per scrivere, essere invitato, fare questo mestiere, viaggiare non conta più.  Non pensi sia realmente così? Stai pensando che questo titolo è solo una trovata per ottenere qualche visita in più? Stai sbagliando, non ho bisogno di questi trucchetti, voglio solo farti capire come si sta evolvendo il travel blogging e il blogging in generale. 

Correva l’anno 2010 circa, ed era tutto un fiorire di blogtour, invita stampa, viaggi spesati e tante altre belle opportunità di viaggio. Di soldi in questo caso, nemmeno l’ombra di un centesimo. Viaggiare come travel blogger, allora, era come fare un investimento personale.
Sì dai vado, mi faccio conoscere, chiacchiero un po’, incontro persone che lavorativamente possono essermi utili, magari incontro anche qualcuno di simpatico e se proprio proprio mi dice male, alla fine un weekend a sbaffo me lo sono fatto!

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Correva l’anno dicevamo… bei tempi, quando si viaggiava da nord a sud Italia, da nord a sud del Mondo con una valigia in mano, una reflex e tante cose da scrivere. Erano tempi in cui se andava bene, chi ti invitava ti chiedeva il numero di visite del tuo blog (per mese o per anno – google analytics si intende). Se andava male, aveva sentito il tuo nome in giro, aveva visto che giravi parecchio e che probabilmente se gli altri ti avevano scelto, un motivo c’era e non c’era bisogno di controllare troppo.

Numeri, questi sconosciuti

Oggi si parla sempre più spesso di numeri, di come si riconoscono gli influencer, quelli veri, anche i micro influencer che, per il loro target e il loro modo di comunicare, a mio avviso rendono anche molto di più di quelli che hanno i grossi numeri, ma che poi a conti fatti non portano niente. Perché? Perché parlano a tutti, a troppi.

Dicevamo i numeri. Come si contano, come si fanno, ma soprattutto come si valutano?
I numeri sono la base da cui partire, ma non sono tutto, diciamolo chiaro una volta per tutte. Ma non in tutti i campi.

Ad esempio, i numeri di un blog sono tutto. I numeri dei social, non sono tutto.
Ti sembra un controsenso? Non lo è.

Se hai un blog, qualsiasi esso sia, i numeri che raggiungi mensilmente, monitorati con google analytics, sono importantissimi. Se raggiungi 100 mila persone al mese, vuol dire che sai di cosa parli, sei ben posizionato per la tua nicchia, sai scrivere e magari sai anche scattare bene. Hai qualcosa che un infuencer che pubblica solo foto su Instagram, non avrà mai!

Se pubblichi foto su Instagram o su altri social, google analytics non ti serve a niente. I tuoi numeri li vedono tutti, non c’è bisogno di chiederti troppe spiegazioni, anche se qualcuno più sgamato può scoprire subito se i numeri te li sei fatti regalare dai nonni per il compleanno, oppure te li sei sudati, tutti, uno per uno con belle foto e caption ancora più significative.

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Travel Blogger a chi?

Tutti sono Travel Blogger oggi, o meglio, traveller, in pochissimi sono rimasti a fare il blogger di viaggio, vecchia scuola, quello che per intenderci viaggia e scrive al suo ritorno. Tutti sono influencer, tutti partono con almeno un brand al seguito, qualcuno con il make up artist di fiducia, altri con il fotografo al fianco, questi i minimi. Darsi del Travel Blogger oggi non va più di moda come andava un tempo, nessuno vuole essere quello che si paga il viaggio da solo e al ritorno scrive per la gloria.

L’importate è davvero esserci (sempre)?

Tutti i blogger, traveller, influencer, instagramers sono sempre ovunque. Eventi, aperitivi, viaggi, inviti stampa, serate a tema, sono ovunque. Ricevere gli inviti, una volta entrati nel circolo è facilissimo. Ne arrivano a decine al giorno, ne arrivano tantissimi e a volte è anche bello partecipare a qualche viaggio, anche solo perché quella è la meta che sognavi da tanto e dato che te la propongono lì, quasi quasi vale la pena farla.

Ma è davvero così bello, ma soprattutto è utile esserci sempre?
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in una vera professionista del settore.
Non va agli eventi, se non come presentatrice/spettatrice con ruolo (così mi è stato detto) e nemmeno ai viaggi tanto per andare, se non ha un brand o un progetto da raccontare. Non va da sola, porta con sé almeno un fotografo e diverse valigie.
Ecco. Fare meno, ma farlo meglio. Dedicarsi a progetti reali che ci piacciono sì, ma che sono anche utili e stimolanti e non farli tanto per esserci, ma farli perché portano a qualcosa.

Chi fa le cose sempre gratis, a questo livello non ci arriverà mai.
Chi è ovunque e va dappertutto, e non si è ancora trasferito ai Caraibi, vuol dire che l’80% dei suoi progetti sono fake, sono vuoti, son fatti per riempire un tempo che potrebbe essere speso per migliorarsi.

Andare ovunque, accettare tutto, porta solo progetti fatti male, fatti di fretta. Sarebbe meglio utilizzare quel tempo per migliorare il proprio sito, i propri contenuti, per ricaricarsi, per avere bene in chiaro cosa si fa e chi si è.

Fidatevi che chi vuole fare un progetto spendendo poco, continuerà a chiamare le stesse persone (che sono ovunque), chi vuole fare un progetto spendendo bene, chiamerà voi che, all’ultimo viaggio non siete andati “tanto per“, che all’ultimo invito alla serata non c’eravate, ma che nel frattempo avete lavorato bene per far venire fuori una lato di voi e del vostro progetto in modo speciale, direi unico!

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Continuate a viaggiare gratis (voi)

Eccoci qui a tirare le somme.
Dicevamo, continuate a viaggiare gratis voi, che io ho già dato.
Continuate a farvi mandare in posti dove il wifi non c’è, perché nessuno ha contato su di voi – tanto non costate niente – dove vi trattano bene – tanto non costate niente – dove nessuno vi fa domande, tanto siete lì gratuitamente, dove non siete parte di un progetto, ma solo di un’esposizione – visto? ci sono anche i blogger.

Il blogger, l’influencer e via dicendo, sono figure bellissime e nuove, sono figure che hanno un enorme potenziale in progetti di più ampio respiro, che non si limitano cioè alla cena a sbaffo, sono figure che solo se inseriti in un contesto e in un progetto più ampio, in cui vengono direzionaticoinvolti a dovere, messi nelle condizioni di fare bene, possono davvero dare qualcosa in più ad una strategia di marketing ben studiata.