Ricordate quando ho pubblicato il post su Cosa fa un Travel Blogger?
La giornata tipo, quasi interamente dedicata al lavoro, ve la ricordate? Se non ve la ricordate la pubblico di nuovo: 24 ore da Travel Blogger! Ecco, rileggete quel post e poi tornate qui, quello che riuscivo a fare in una giornata anche solo qualche mese fa, oggi è solo un sogno. Ma forse, è molto meglio così!

Inizio con il dire che sto scrivendo questo post solo perché Giulio se la sta dormendo di gusto, altrimenti sarebbe stato impossibile. Giulio, per quanto buono e calmo, è comunque un bambino che necessita di tutte le mie attenzioni, dalla mattina appena mi sveglio quando mi guarda con quegli occhioni sorridenti, fino alla sera quando per addormentarsi ha bisogno di essere cullato, accarezzato, ha bisogno talvolta che gli si canti una ninna nanna o che si stia nel letto con lui fino a che non parte a russare.

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Sì, Giulio è bambino proprio come tutti gli altri, niente di nuovo quindi se vi dico che la prima doccia in casa da sola l’ho fatta ai suoi tre mesi compiuti, o se vi dico che a volte per tornare a casa in macchina da un posto che dista solo qualche km da casa mia, impiego anche delle ore.
E in tutto questo il mio lavoro dove finisce? Il lavoro ha aspettato in alcuni periodi, ma nemmeno troppo.

Mi sono concessa i canonici tre mesi di maternità, ma subito dopo ho ripreso a lavorare. Questo per quanto concerne le mie attività da libera professionista e da Travel Blogger, perché con la mia società ho continuato a lavorare dal giorno in cui ho messo piede a casa appena tornata dall’ospedale!

Riprendere a lavorare quasi subito per me è stato assolutamente necessario, per stare bene con me stessa in primis, ma soprattutto perché non volevo rimanere indietro, perché da libera professionista non ho molti bonus a mia disposizione – purtroppo. Fare la mamma è un’esperienza bellissima e appagante, ma quando ci si trova a dover combattere con la vita reale di tutti i giorni può diventare frustrante. Così è stato per me, almeno inizialmente.

Quando mi sono licenziata dal mio lavoro fisso per viaggiare e vivere di viaggi, ho dedicato tutto il mio tempo al mio lavoro. Dovevo inventarmi una professione e il tempo era sempre poco. Stavo al Mac dalla mattina alla sera, il mio hobby era diventato la mia fonte di reddito e io ero felicissima di poter lavorare e guadagnare facendo quello che più mi piaceva. Con l’arrivo di Giulio tutto questo ha dovuto subire una bella ridimensionata.

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I primi mesi sono stati parecchio frustranti. Mi incaponivo nel voler fare esattamente quello che facevo prima, ma non avevo ancora capito che tutto questo non sarebbe stato più possibile, mi ci sono voluti più mesi, più settimane a contatto con Giulio e un bel viaggio per capire che i tempi di un bambino non hanno fretta, non tollerano scadenze ne telefonate senza preavviso.

Oggi sono diventata una persona migliore, ne sono certa. La mattina appena mi sveglio non mi do delle priorità lavorative, a meno che non ci sia qualcosa di urgente da fare, e in tal caso lo faccio mentre lui ancora dorme (parliamo delle 6 di mattina). Dedico la mattina a Giulio, ai nostri giochi, alle poppate, alle camminate al parco, alla spesa bio, al mercato, al mare, ai tempi lenti, al caffè con latte di riso, alle dormite e alle coccole sul divano. Mi accorgo che ogni giorno lui impara qualcosa di nuovo e io mi sorprendo nel vederlo allungate una mano e afferrare un oggetto che solo ieri non riusciva a prendere. Non voglio perdermi momenti così importanti della sua vita e voglio spendere il mio tempo per viverlo con lui, perché si senta amato e seguito.

Ovviamente ci sono anche io. Io che in 30 anni suonati ho sempre fatto tutto quello che mi pareva, oggi mi trovo a leggere le mail mentre lo allatto, scrivere un post da iPhone (santa app di WordPress) mentre lui dorme nella fascia o mentre cammino in spiaggia e lui gioca nella carrozzina, io che non ho mai avuto limiti nel prendermi tutto il tempo che mi serviva per scrivere, fotografare, editare e rispondere alle mail.

Riesco a fare più o meno tutto anche se a volte sento un’ansia incredibile addosso, ma sto imparando a gestire anche quella. L’ansia del troppo lavoro, delle 100 mail a cui rispondere, l’ansia del non poter rispondere a quella telefonata di lavoro perché proprio adesso ha chiuso gli occhi e se alzo il telefono con una voce troppo squillante lo sveglio sicuro!

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Ho imparato che se parlo al telefono con il bluetooth mentre sono in auto, lui non si accorge di niente, ho imparato che se rispondo a una mail dopo che l’ho sistemato con i suoi giochi preferiti posso star tranquilla anche 20 minuti, ho imparato che lavorare mi fa stare serena e di conseguenza sono una mamma più felice con lui e che non posso privarmi di quello che ho conquistato a fatica fino ad oggi, perché questo vorrebbe dire perdere tutto il lavoro fatto, tutto in un attimo, perché questo mondo non concede niente.
Mi tocca fare l’equilibrista nel gestire lavoro e vita privata, nell’essere tutto, mamma, compagna e a volte anche solo donna, la parte migliore per me.

La mia giornata tipo oggi?
Semplice: mi alzo alla sette, faccio colazione e poi cambio Giulio, gioco con lui e lo riaddormento, perché appena si alza e gioca un po’, inizia di nuovo a sbadigliare. Se tutto va bene si riaddormenta entro le 9, così io intanto posso lavarmi e vestirmi. Intorno alle 10.30 si sveglia, usciamo, andiamo al mare o a fare una passeggiata, incontriamo gente che stare sempre soli non va bene per nessuno dei due, abbiamo bisogno anche di fare altri dialoghi e lui ha bisogno di vedermi anche in altri ambiti.

A pranzo torniamo a casa, lui generalmente dopo che è stato sveglio 3 ore ha di nuovo sonno e se non ce l’ha, devo addormentarlo per forza altrimenti si stanca così tanto che a sera è quasi impossibile farlo dormire. A volte il pomeriggio devo mettermi nel letto con lui altrimenti non prende sonno e così finisce che lui si addormenta su di me e io non posso far altro che lavorare da iPhone (molto difficile per certi aspetti).

La cosa bella di Giulio è che dorme, dorme anche 9 ore a notte (certo, mangia, ma lo allatto da stesa quindi di preciso non so quante volte si svegli!). Il fatto che dorma senza problemi è una bella cosa, me lo dicono tutti che sono fortunata, anche se io non me ne rendo pienamente conto.

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La sera Giulio si addormenta tra le 19 e le 21, poi risentiamo la sua vocina solo a mattina. Ipoteticamente dalle 19 in poi, potrei lavorare ma l’ultima cosa che mi va di fare è mettermi davanti al Mac, preferisco di gran lunga fare una passeggiata, vedere un film o rilassarmi.

La mia vita e i miei tempi oggi sono notevolmente cambiati, non corro più, almeno non sempre e lavoro con una maggior consapevolezza. A volte mi fermo a pensare a quello che facevo in 8/9 ore prima dell’arrivo di Giulio e non so come mai, ma sta di fatto che ora in due o tre ore faccio tutto quello che facevo prima e ne sono stupita: è l’arte del multitasking e dell’organizzazione femminile, non c’è altro da dire, oppure prima perdevo un sacco di tempo, cosa che oggi davvero non mi posso permettere di fare.

Ah, mi stavo per dimenticare la parte più importante, dalle 17.30 alle 19.30 lo tiene mia mamma, praticamente tutti i giorni. Quelle due ore mi permettono di: fare attività fisica, fare spesa, preparare la cena, finire di lavorare e spesso fare una doccia! Nonne sante subito!

P.s. ho iniziato questo post ieri mattina, mentre Giulio dormiva, continuato dall’estetista e finito questa mattina perché Giulio sta ancora giocando nella sua sdraietta.