Lo ammetto, appena ho iniziato a vedere il film e ho visto la protagonista, Maribel Verdu’ ho pensato “eccomi, quella sono io“. Maribel interpreta Vicky nel film Se permetti non parlarmi di bambini! (in uscita in Italia il 29 settembre 2016). Vicky è una giramondo, non ha legami, viaggia da sola, non vuole legarsi e soprattutto non vuole smettere di viaggiare per fare un figlio o per mettere su famiglia.

Poi il film è andato avanti e ha inquadrato la moglie di Diego Peretti, l’attore argentino che nel film interpreta Gabriel, visibilmente incinta e lì la mia vocina interiore è tornata alla ribalta “eh no, quella sono io adesso“.

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Lo ammetto, il passaggio da girovaga e giovane giramondo a mamma tutto pappa e pannolini non è stato facile. Mi sono sentita per diversi mesi imprigionata in un ruolo non mio e in questo film il racconto dell’essere mamma e della giovane giramondo che non vuole legami viene ben raccontato. Certo, io non ero esattamente come Vicky, quella che nel trailer inveisce contro la famiglia che porta al ristorante un bambino un po’ troppo vivace che non riesce a stare buono. Non sono mai stata nemmeno una bacchettona, come quelle donne incinte che alla seconda settimana di gravidanza si mettono a letto e via fino al nono mese. Credo che ci sia per tutto un compromesso, anche se non sempre è facile da trovare.

Io capisco Vicky, la capisco lei che non vuole figli e che quando parte è felice, soprattutto se da sola, che quando esce per andare a una festa ne è l’anima, che non baratterebbe mai la sua libertà con un pranzo famigliare, che non cambierebbe mai il suo viaggio in solitaria per un’avventura in camper.

Eppure, eppure si cambia Vicky, si diventa tutte un po’ più sagge ad una certa età, soprattutto perché accade una cosa inspiegabile che fa girare tutto al contrario che, come direbbe mia nonna, fa andare l’acqua all’insù: ci si innamora. L’innamoramento è assolutamente impossibile da controllare, non è un biglietto aereo che si sceglie, non è nemmeno un volo in ritardo che viene rimborsato, l’innamoramento è a fondo perduto, se va bene va, se non va bene nessuno ci ridarà quel viaggio o quella vita indietro che ci siamo persi.

Alla fine Vicky infatti si innamora e decide che la presenza di un figlio, grande ormai di circa 8 anni, nel film Sofia interpretata da Guadalupe Manent, non è poi così tanto motivo di intralcio e di impedimento a quella che potrà essere forse la più bella storia d’amore della sua vita.

Io ne sono la conferma cara Vicky, che poi Vicky siamo tutte noi, che amiamo prendere aerei senza dare troppe spiegazioni. La vita non attende, ci diciamo (dicevamo) spesso, bisogna viaggiare, vivere anche senza pensare, bisogna prendere tutto perché un giorno non potremo più farlo, mi ripetevo. Ecco, ad un certo punto la vita ti ferma e ti dice è questo il momento giusto per avere un figlio oppure è questo il momento giusto per innamorarsi e tu lo fai, anzi nemmeno puoi pensare che l’hai già fatto, è già successo.

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Come va a finire il film, come finisce Vicky? Vicky finisce bene, ma non voglio svelare altro alla fine lei starà bene, così come Gabriel e Sofia, ma non me lo chiedete perché non ve lo dirò come. Vi dirò solo che l’ultima scena passa sul viso di Vicky, sulla sua serenità ritrovata, con chi o come non è dato saperlo ora, ma questo è l’importante credo, no?

Se andate a vedere il film, fatemi sapere se vi è piaciuto e anche se con questo post vi ho incuriositi ad andare al cinema! Ah, e non dimenticate di segnalare sui social gli hashtag del film, che sono #nonparlarmidibambini e #Sinhijos.