Ok, è arrivato il momento di dirlo: a Natale non farò regali, a nessuno o quasi.
Li farò a due amiche e a Giulio, fine. Alle amiche è impossibile non farli, a quelle a cui l’ho sempre fatto, anche perché il più delle volte il regalo finisce per essere un aperitivo o una serata in compagnia, un vero e proprio regalo quindi non è, più che altro è uno scambio di tempo o ancora meglio un regalo di tempo che di questi tempi (gioco di parole), non so se per voi è così, ma è il regalo che io preferisco. E agli altri? Agli altri niente, sì be certo, ad eccezione di Giulio.

Diciamoci la verità, questa storia dei regali di Natale ormai ha stancato. Non so se sono io, oppure è una cosa che avete sentito anche voi. Il regalo di Natale ormai secondo me ha davvero poco senso. Quest’anno non farò i regali perché ho deciso di investire i miei soldi e il mio tempo in modo migliore.

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Evoluzione di un regalo

Prima c’era il gruppo di amici. I regali si faceva a tutti. Le compagnie, almeno la mia, erano di 15/20 persone e c’era da andare a scegliere il regalo, impacchettarlo, fare il bigliettino. Finiva che per mancanza di creatività ad una parte si faceva una cosa standard e a chi ci interessava davvero facevamo qualcosa di speciale. Più o meno funzionava così anche da te?

Poi sono arrivati i 18/20 anni, i regali all’università e i primi regali seri al fidanzato di turno. Si spendeva di più per lui, un po’ meno per gli amici che intanto erano anche diminuiti. Erano però arrivati i compagni di università, ai quali qualcosa si faceva, ma in numero minore e per lo più si finiva a scambiarsi gli auguri con una cena/aperitivo natalizio al posto del classico regalo.

In tutto questo c’erano sempre i regali ai familiari, ai genitori, fratelli, nipoti, nonni e chi più ne ha più ne metta. Per un periodo è stata dura, avere l’inventiva dico, avere l’originalità e anche quella sottile ansia da prestazione che ogni anno mi faceva arrivare alla settimana di Natale con l’acqua alla gola. Un anno, non lo nascondo, ho iniziato i regali di Natale a inizio dicembre, pianificando anche un budget per ciascuno. Un altro anno ho fatto a tutti un cesto di Natale con prodotti tipici del territorio, alla fine regalare del cibo è sempre bello e utile, se non altro si mangia in compagnia.

Se devi spendere male, meglio non spendere

Mi rendo conto che per qualcuno questo ragionamento non farà una piega, mentre altre persone faranno fatica a condividerlo e ad accettarlo. Sono sempre stata dell’idea (forse sempre è esagerato, ma almeno da qualche anno a questa parte sì) che spendere i soldi male sia un gran peccato.

In questo caso mi riferisco a tanti regali inutili che spesso si fanno, vuoi perché si conosce poco la persona, vuoi perché le si deve far qualcosa altrimenti ci rimane male. Se devi spendere i soldi, tanto vale spenderli bene. Se devi fare un regalo, che sia un regalo che sai che mi piace, che sai che mi è utile – sono diventata, ma forse lo sono sempre stata parecchio pratica e non so, ma io ai regali tanto per fare non ho mai creduto.

Sono dell’idea che un regalo che implica un dispendio di tempo proprio e dell’altro, sia il miglior regalo di sempre. Se devi spendere per me, che sia il tuo tempo in mia compagnia, non credo ci possa essere un regalo che vale, materialmente, di più.

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Alla fine è solo questione di rispetto

Quando dico che non farò regali di Natale, è perché non ne aspetto. Sarebbe abbastanza ipocrita da parte mia non dirlo a nessuno, ricevere regali e poi presentarmi a mani vuote. Ho già detto ad amici e parenti che quest’anno si salta. Alcuni si sono dimostrati comprensivi, altri un po’ dubbiosi, altri ancora forse, ci sono rimasti male, ma non me l’hanno detto… forse hanno pensato volessi solo risparmiare.

Credo il concetto del risparmio sia sopravvalutato. In fondo è vero, che se non fai i regali a Natale vuoi risparmiare, ma non solo. Sono giunta alla conclusione che è prima di tutto un discorso di rispetto e poi di risparmio. Se faccio un regalo di Natale (e tu sai che te lo so facendo) ti senti in qualche modo in obbligo di farmelo a tua volta. Magari mi conosci poco o hai perso la fantasia, ci può stare, e finisci a farmi la stessa cosa dell’anno scorso o dell’anno prima ancora. Io ho un collezione dei tuoi regali di Natale e, per quanto apprezzi il gesto, mi dispiace che tu abbia speso quelle 10, 20 o 50€ per farmi ancora lo stesso regalo ma di colore diverso.

E` una questione di rispetto e potrei ripeterlo ancora. Se io non spendo soldi inutili per fare cose inutili, non pretendo nemmeno lo faccia tu e ti ringrazio di non farlo perché non solo avrai comprato una cosa di cui non ne sento la necessità, ma avrai la possibilità di comprare una cosa in più per te che ti è utile. Tutto chiaro?

Che palle, ma le sorprese sono così non lo sai?

Sì lo so, io amo le sorprese del resto. Ma dai, Natale è tutto tranne una sorpresa. Un giorno dell’anno ben stabilito in cui tutti si fanno un regalo, che sorpresa è questa? So che mi dovrò aspettare qualcosa da qualcuno e la sorpresa non è vedermi arrivare un bel pacco, la sorpresa (spesso negativa) è che la cosa all’interno del pacco non mi piacerà, ormai ci siamo ridotti a questo, ammettiamolo è così.

Preferirei, se qualcuno volesse davvero farmi una sorpresa che me la facesse in un momento diverso dell’anno e solo perché ne ha voglia. Preferirei che qualcuno mi facesse una sorpresa vera invece di fingere di farmi un regalo di cui non ho bisogno e soprattutto in un giorno che di sorpresa ha davvero ben poco.

Diverso è il discorso di Giulio. Il suo primo Natale avrà tanti regali, il suo primo Natale spero avrà anche Babbo Natale in carne e ossa. Lui ha tempo per fare e ricevere regali di Natale inutili, non posso scegliere io questa cosa al posto suo.

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Le eccezioni, come sempre ci sono

Ovviamente ci sono le eccezioni alla regola, ovvio.
Regali quest’anno non ne farò e non ne riceverò (a parte mia mamma che mi ha già detto che mi regalerà un taglio dal parrucchiere – ci sta). Le eccezioni sono per i viaggi e per i libri.

Se c’è una cosa che sorprende sempre, è semplice e utile è un libro. Non credo esiste altro regalo di uguale valore, interesse e messaggio (soprattutto se si è letto il libro in questione prima di regalarlo). Il secondo regalo che è sempre bene accetto, almeno per me, è un viaggio. Anche se a ben vedere, il viaggio è come l’aperitivo, ma più costoso certo. Si divide un’esperienza, ci si regala del tempo da condividere, si decide assieme di andare nella stessa direzione per un periodo di tempo ben definito e se non è un regalo questo, davvero non so cosa ci sia di più bello e intimo.

Infine, e questo esula da tutti i compromessi, i soldi devoluti a qualche associazione benefica.
E lì, niente da dire, davvero niente, anzi solo una cosa: bravi.