Questa storia mi è venuta in mente in questi giorni. La molla è stata, come è intuibile dalla foto qui sopra, vedere il film Life of Pi (bellissimi film tra l’altro che vi consiglio). Una storia si chiude spesso. Non per forza deve essere una storia d’amore, a volte si chiude una storia di amicizia, un rapporto lavorativo, si litiga in famiglia. Ma quello di cui ho avuto conferma dopo il film è che per chiudere una storia bisogna essere ottimi registi, del proprio film ovviamente.

Parlando con un amico giorni fa sono arrivata da sola al nocciolo della questione. Stavo probabilmente facendo un monologo a voce alta ma se non servono a questo gli amici a cosa servono? 😀 Così parlando “mi” sono detta, “basterebbe dare la possibilità o avere la possibilità di chiudere le cose e forse le persone starebbero meglio“.

Oggi mi sono accorta che questa “mia verità” non è solo mia, non è solo la verità che penso da sempre. In Life of Pi dopo che Pi e Richard Parker, la tigre, vivono assieme su una piccola barca forzatamente per giorni interi, settimane e forse mesi, arrivati a riva trascinati dalla corrente si separano. Come? Malissimo. La tigre è un animale, non ha sentimenti (anche se Pi crede il contrario), è irrazionale, istintiva e mangia. Mangia tutto quello che ha davanti ed è per questo che ovviamente il rapporto con Pi sulla piccola barca non è dei più facili.

Richard Parker appena sbarcato sulla terra ferma, anche se Pi è moribondo e si è preso cura di lui per giorni interi, non fa una piega, va verso la foresta, senza tentennare e soprattutto senza mai girarsi. Richard Parker non da a Pi la possibilità di chiudere quel rapporto, intenso, che i due hanno costruito ne corso del loro naufragio. Ma sono una tigre e un uomo, parlano linguaggi diversi, direte voi.

Ora, le dinamiche del film non sono così facili da spiegare ma non credo che due uomini possano trovare un modo più semplice e sempre pronto per comunicare tra loro. Il regista ha fatto quello che andava fatto. La tigre che aiutava Pi a salvarsi, che andava a chiamare aiuto, che leccava la fronte del giovane senza nemmeno dargli un morso era davvero impensabile. Il regista ha seguito le dinamiche umane. Chi si scontra, chi chiude un rapporto, chi si trova in una situazione difficile dalla quale non riesce a scappare appena vedrà una via di fuga non ci penserà due volte e volterà la schiena senza saluti, baci ne abbracci.

Per chiudere una storia bisogna essere ottimi registi della propria vita, bisogna dare la possibilità di far chiudere agli altri il rapporto, soprattutto se noi non ne abbiamo bisogno.