Ieri sera ero al corso di yoga preparto. C’era l’ostetrica e c’era l’insegnante di yoga e in più c’erano 10 ragazze tra cui me. Una panza più grossa dell’altra, tante magliette strette e corpi affaticati. Iniziamo gli esercizi e mentre piego il braccio e porto il polso davanti ai miei occhi lo vedo, il mio vecchio tatuaggio.

Ricordo benissimo, come se fosse ieri, il giorno in cui l’ho fatto. La stagione non me la ricordo, forse primavera sì, ma ricordo molto bene di aver preso appuntamento dal tatuatore senza avere nemmeno la minima idea di cosa farmi. Un mio classico, sempre tutto di fretta e sempre tutto subito. Stessa storia per il primo tatuaggio eh, ma questa è appunto “un’altra storia” che racconterò in un altro momento.

Ero lì, sul mio tappetino, la mia bella panza davanti e la mia stella a guardarmi dritta in faccia.
Il periodo del mio secondo tatuaggio era un periodo incredibilmente pazzo. Una festa dietro l’altra, viaggi, tante persone intorno, troppe forse e ancora feste e notti lunghissime e divertimento. Era un periodo come capitano a tante persone, un periodo in cui ci si smarrisce un po’, ma non si è tristi, anzi si è infinitamente felici e smarriti si vuole propri stare. Decisi così di tatuarmi la rosa dei venti per avere la mia possibilità di fuga.

tatuaggio-viaggio

Se non sai dov’è la tua strada, mi ripetevo, guarda la rosa dei venti e scegline una.
Se ti perdi, mi dicevo, le strade non sono infinite,  le hai tatuate apposta lì, le vedi, scegli la tua.
I venti poi, ne feci solo quattro.
Mica vorrai avere i capelli spettinati a vita, mica vorrai lasciarti trasportare dal vento, sei tu che devi scegliere.

Ieri sera, riguardandola, mi sono accorta di una cosa molto importante. Io che nella vita scelgo sempre tutto o niente per paura di scegliere davvero, non mi sono tatuata una freccia o un’indicazione precisa. Non mi sono disegnata una linea retta ma mi sono data una scelta, sempre. Ieri sera sono rimasta lì, tra la posizione del saluto e quella della mezza luna a guardarmi il polso e a pensare che forse è il momento di lasciarseli scompigliare un po’ di più questi capelli.

casa-sull-albero

Forse è il caso di iniziare ad avere più strade da scegliere, di chiedersi più spesso perché no?!

Devo iniziare a cercare le strade sterrate come facevo anni fa, prendere i sentieri meno battuti e con la mia pila, all’imbrunire andare per boschi, cercare un rifugio, magari una casa sull’albero, pensare. Lasciarmi andare alla bellezza della vita, al mio domani. Prendere una strada che non so dove porta solo perché è diversa, lasciare spazio alla fantasia, aprire la mente ai pensieri positivi alle buone abitudini.

Ora non posso, non posso tatuarmi in gravidanza, ma appena ne avrò l’occasione lo farò. Aggiungerò nuove strade alla mia mappa, lascerò che siano loro a guidarmi, come la rosa del deserto faceva per i marinai e allora sono sicura che rinizierà una nuova avventura, una nuova vita.

p.s. la prima foto è del mio tatuaggio, la seconda è una foto presa dal web, la terza è la casa sull’albero La Piantata.