Il sentimento di questi giorni è strano, una malinconia mista a voglia di arrendersi. L’ultimo giorno del mese è quasi arrivato e quello che mi ero ripromessa a fine anno, non si è avverato, anzi è successo proprio il contrario. Dicevo che avrei lavorato di meno, avrei fatto di meno e mi sarei presa del tempo e invece gennaio è volato. Viaggi, lavori, corse, il fare due o tre cose insieme è stato quasi all’ordine del giorno. Allora non ci siamo.

Se penso che un mese del mio nuovo anno se n’è già andato e io non ho cambiato il mio stile di vita, mi prende un po’ male. Mi faccio le promesse e poi non le mantengo, come quando dico “la dieta la inizio lunedì”, e mi prendo in giro da sola.

Mi sono ripromessa che ogni mese mi farò un regalo. Questo forse mi aiuterà a trovare del tempo per me. Il mio guardaroba ha bisogno di un rinnovo e se ogni mese mi regalo una maglietta o un paio di jeans o una sciarpa, il mio budget non ne risente e io sono di certo più felice. Del resto i cambiamenti iniziano dalle piccole cose e volere tutto e subito è il modo migliore per non ottenere nulla.

Questo gennaio ha avuto anche qualcosa di positivo però. Ho rivisto Napoli e mangiato un’ottima pizza, sono andata in una parte di Francia che non sapevo nemmeno esistesse, il Parco del Queyras, e sono tornata a Bologna dopo… millemila anni credo. A Bologna ci capito sempre di passaggio, cambio i treni, al massimo c’è qualche ritardo, ma non mi fermo mai. Non andavo alla Sala Borsa da almeno 5 anni, non camminavo così per le strade del centro da credo quasi 10 anni. A Bologna ho sempre voluto vivere, soprattutto quando facevo l’università, ma non sono mai riuscita. Oggi la rivedo con occhi diversi e a Piazza Santo Stefano ci vado di giorno e non di notte.

Questo gennaio è un misto gnola e progetti che slittano. Sto sempre a fare i progetti per gli altri, a tirare le fila dei lavori dei clienti e non mi accorgo che i miei li ho lasciati lì in un angolo a guardarmi. Non ho ancora comprato un’agenda, in realtà non lo faccio mai, ma quest’anno ne vorrei una speciale. Più che un’agenda vorrei della carta che copra tutta la mia scrivania dove scrivere e annotare, scrivere in rosso e in arancione, scrivere a caratteri cubitali quando sono felice e segnare i voli con i cuori 😀

Non c’è niente da fare, non c’è nulla che mi renda più felice di una partenza. Io una volta non lo capivo quando dicevano che il viaggio è come una malattia, ma è così, è vero. Adesso mi sento completamente ammalata di una cosa bellissima, e non voglio guarire, non voglio aspirine e non voglio mettermi a dormire. Vorrei solo dare libero e più ampio sfogo a questa voglia. Come quando abbiamo la febbre e ci concediamo la cioccolata nel letto e il film sotto le coperte, la spremuta e il pigiama tutto il giorno. Ecco, io voglio giustificarmi e partire senza pensare a nulla. Niente, “domani come farò”, niente “i soldi effettivamente sono un problema”, niente di niente.

Partire e sorridere, partire e sentire l’adrenalina e l’emozione della scoperta.