Di recente mi sono imbattutta in Osteria senza insegne, mi sembrato un progetto così particolare, che l’ho voluto riportare qui, grazie a Michela e Davide per il tempo e per la spiegazione.

“Un vecchio detto dei nonni dice la buona osteria non ha bisogno di insegne e quando si ha a che fare con la saggezza popolare difficilmente ci si sbaglia. Una volta per decidere dove andare a mangiare si chiedeva consiglio agli amici, si raccontavano le proprie esperienze predilegendo un locale piuttosto che un altro a seconda dei gusti, delle abitudini, del luogo e logicamente del buon cibo e bastava il passaparola per rendere un ristorante un Buon Ristorante.

Oggi non è poi tanto diverso, sono cambiati solo gli amici, non sono più i compagni di merende, i vicini di casa o i familiari, ora si hanno amici che provengono da tutte le parti d’Italia, del mondo.
E’ il bello di internet.

Dove potremmo andare stasera a cena? basta una semplice domanda al grande amico Google che fioccano tantissime risposte. Anche il nostro blog è nato così. Da una semplice domanda e da troppe risposte. Abbiamo iniziato a scremare, a scegliere cosa sì e cosa no finchè un giorno, per caso, abbiamo iniziato a conoscere e seguire la filosofia Slow Food, una tendenza alternativa ad un mondo sempre più globalizzato.

Premetto che non siamo agguerriti no-global, ci piace solo pensare che in un mondo dove tutto va veloce e dove ci si dimentica sempre più spesso delle tradizioni e della cultura locale, sia piacevole, ogni tanto, fermarsi ad assaporare prodotti genuini, originali e soprattutto del territorio.

E qua torniamo ai nostri nonni, perchè molto spesso le osterie che seguono i principi di Slow Food sono piccole, nascoste, senza insegne ma non per questo poco frequentate o meno apprezzate. Il nostro obiettivo, se così si può chiamare, è quello di suggerire luoghi in cui andare a mangiare, in cui conoscere prodotti, sapori e piatti caratteristici, dove non è difficile incontrare persone alla mano, che hanno voglia di raccontare e raccontarsi, che conoscono le proprie origini e sanno cosa può offrire il loro territorio.

Noi non siamo critici gastronomici e non miriamo ad esserlo, siamo solo due ragazzi che adorano il cibo, a cui piace sperimentare e che provano a trasmettere la loro passione a tutti quelli che, più o meno per caso, passano sul nostro blog.”

Foto di A.J. French