Tante volte ho scritto di come iniziare a creare un blog di viaggi, della costanza e della passione che sono necessarie. Poche volte ho scritto di come sono riuscita io a trasformare i miei viaggi in un vero e proprio lavoro. Ho deciso di farlo oggi, anche grazie ad un progetto lanciato da NestlèFitness sul non arrendersi mai. Così ho fatto io e così sono riuscita a realizzare il mio sogno: vivere di scrittura e di viaggio. 

La mia non è una storia fantastica, ne una storia magica. La mia storia non è comune a tutte le altre, perché il mio percorso è sempre stato deciso da me, senza condizionamenti esterni, a volte seguendo ragionamenti ponderati, molte altre seguendo l’istinto.

Tutto è iniziato con una rinuncia. Si dice che per fare un salto più avanti a volte si deve arretrare… per prendere la rincorsa. Così ho fatto quando, dopo la mia Laurea in Scienze della Comunicazione ho deciso di iscrivermi alla Laurea Specialistica in Giornalismo. Dopo solo un anno ho lasciato, ho abbandonato il mio indirizzo di laurea, perché non mi stava dando niente. Non mi sentivo arricchita dopo un anno trascorso a lezione, non mi sentivo migliorata nella scrittura. Mi sentivo solo derubata di un anno della mia vita e pensavo che era giunto per me il giorno di mettere in pratica le nozioni apprese fino a quel momento, di agire insomma.

Era giugno e Rimini era in pieno fermento estivo. Quell’estate iniziai due lavori. Il primo in un’agenzia di comunicazione, solo la mattina, mentre nel weekend (dal venerdì pomeriggio alla domenica sera) facevo la cassiera presso un supermercato sul lungomare. Due lavori che in quattro mesi mi hanno dato l’uno le nozioni che mi mancavano per aprire un blog di viaggi e per imparare a comunicarlo e l’altro per fare team, prendere tempo e ragionare sul mio futuro, ma soprattutto per fare qualche soldo per partire con quello che ancora non sapevo, sarebbe diventato il progetto più grande e importante della mia vita.

Lo stesso anno, nel 2008, aprii il mio primo blog di viaggi. A fine settembre il mio contratto al supermercato scadeva (era un contratto stagionale) e nonostante mi chiesero di continuare, io accettai la proposta del tempo pieno presso l’agenzia di comunicazione. Tre anni a tempo pieno in agenzia mi diedero le basi per far decollare la mia attività. Allora non sapevo che prima o poi avrei vissuto di scrittura e di viaggio, ma lo sognavo tanto. Tre anni di apprendimento, di lezioni e contemporaneamente due anni a frequentare un Master in Management e Nuovi Media che avevo già deciso che avrei frequentato nel momento in cui lasciai la Laurea Specialistica. Un Master che mi ha dato le basi per diventare imprenditrice di me stessa, per ragionare in grande, per prendere coraggio e partire.

La scelta di dare le dimissioni non è stata una scelta ragionata, pensata. Tutto è successo in modo molto veloce. Come quando senti che non puoi più stare in una situazione, come quando senti che stai sbagliando qualcosa, stai sbagliando forse tutto. Ci sono persone che riescono a tacere la propria voce interiore, io no. Era agosto, io ero giovane, ero piena di progetti, ambizioni, tanti sogni e una grande voglia di fare, di esplodere. Così ho preso coraggio e ho mi sono licenziata. Avevo un solo contratto temporaneo in mano, pochi clienti, ma la ferma convinzione che la mia testa, la mia passione e il mio fare avrebbero fatto il resto.

Ho aperto a fine anno il mio secondo blog personale (questo), in cui ho iniziato a diversificare i miei contenuti. Da quel 2010 sono cambiate tante cose e in 10 anni esatti (a giugno 2018) ho costruito e cucito su di me un lavoro su misura. Mi sono inventata di sana pianta un futuro, spinta solo dalla mia passione per i viaggi e il mio amore per la scrittura e la comunicazione in generale. Non è stato affatto semplice il procedimento. Ho dovuto formarmi, informarmi, diventare una imprenditrice di me stessa a tutto tondo. Mi sono dovuta impegnare a valutare progetti, situazioni, persone, sono stata per me stessa la mia agenzia, il mio correttore di bozze, la mia fotografa, la mia social media manager, il mio commercialista per far quadrare i conti e cosa ancora più importante la mia motivatrice. In 10 anni quello che ho capito, che forse sembrerà una banalità ma non lo è affatto, è che se in una cosa non credi tu per primo ciecamente e con tutto te stesso, gli altri non ci punteranno mai, nemmeno se costretti.

Dieci anni di gioie e soddisfazioni, che quando arrivavano li sentivo quasi scontati perché un così duro lavoro doveva per forza dare dei frutti, ma anche dieci anni di pensieri, turbamenti, notti insonni su progetti andati male, cose da rivedere, amicizie rivelatesi di comodo. Alcune volte ho davvero pensato di mollare tutto, chiudere i due blog, sparire dai social network, smettere di sognare in grande e tornare a fare la cassiera, senza live a cui pensare, public relations da fare, senza post da scrivere e persone a cui sottoporsi a giudizio. Ogni volta che la mia testa prendeva questa strada, inevitabilmente succedeva qualcosa di bello. Succedeva che qualcosa dentro di me scoppiava, si ribellava, ritrovava energia. Come una piccola fiamma che riprende terreno dopo essere stata goffamente spenta. Ho sempre ritrovato la mia motivazione per continuare a fare quello che davvero mi piace, amo e mi rende me stessa.

Nel 2016 è arrivato Giulio, un piccolo di quasi 4 kg che mi ha letteralmente sconvolto la vita. Giulio ha messo alla prova tutte le mie convinzioni, tutto quello che avevo raggiunto fino a quel momento. L’essere mamma e l’essere genitore in generale è l’unica e sola esperienza che cambia totalmente una vita in modo inaspettato e illogico. Non sempre riuscire a gestire questo momento, queste emozioni è conciliabile con la propria vita lavorativa, specialmente se hai una vita da freelance che si basa esclusivamente su di te.

L’arrivo di Giulio ha segnato il cambiamento più grande della mia attività lavorativa (oltre che personale) che ho vissuto ad oggi. A tre giorni dal parto ero a casa a lavorare, perché non potevo permettermi di prendere ulteriore tempo. Scrivevo di sera e di notte o quando Giulio dormiva, prendevo appuntamenti telefonici quando sapevo che in casa c’era sempre qualcuno e organizzavo le trasferte e i viaggi nei minimi dettagli in modo che tutto filasse sempre liscio. E` sempre stato così? Ovviamente no, ma spesso siamo riusciti a cavarcela bene.

Il giro di boa è arrivato proprio allora, quando pensavo che tutto sarebbe finito, ma in realtà si stava solo preparando un’altra grande fase della mia vita, quella dell’affermazione della mia carriera come Travel Blogger e di riconoscimenti importanti dati da Sky, Lonely Planet in primis e altri grandi partner e clienti importanti che in questi anni mi hanno dato stima e fiducia.

Il mio percorso è ancora in crescita (sempre in crescita) e non ho affatto intenzione di mollare nemmeno mezzo centimetro. La mia strada, sempre dritta nella mia testa, è fatta invece di grandi e piccole buche, salite e improvvise e goduriose discese. In questi anni ho capito che la parole “arrendersi” non è contemplata nel mio vocabolario, anche se a volte è bello e necessario fermarsi e fare un passo indietro. Sempre e solo per per poi fare un salto più lungo in avanti!