Cos’è un Media kit e perché ogni Blogger dovrebbe averne uno? Come si fa un media kit accattivante e valido? Mi sono fatta queste domande in diversi anni di lavoro online e ho scoperto che avere e soprattutto fare un media kit, è molto più semplice di quello si pensa. Unica nota, chi non ce l’ha non solo rischia di non apparire per niente professionale, ma non sa nemmeno come comunicare con gli eventuali clienti e quali sono i propri numeri.

Partiamo dall’inizio. Correva l’anno 2008 e del mediakit non se ne vedeva nemmeno l’ombra.
MediaChe?! Vi avrebbero risposto alla richiesta di numeri in buon formato all’epoca.
Oggi se non hai un media kit, cosa ci stai a fare sull’internet? Se non hai modo di far vedere e misurare le tue statistiche, le persone che raggiungi con i tuoi canali, blog o social che siano, oggi che tutto è numero, oggi che tutto è misurabile, non puoi pretendere di fare di questa passione una professione.

Dicevo, era il 2008 e a nessuno fregava poi molto dei social. Tutti parlavano di Blog e al blog bastava Google Adsense, le statistiche lì te le faceva lui (anche oggi in realtà). Al massimo ti chiedevano uno screenshot, le agenzie più pignole, quelle a cui interessava solo la tua parola invece ti chiedevano indicativamente quanti utenti l’anno o mensili il tuo blog raggiungeva.

Oggi, i social e i blog, hanno tanti altri problemi, ma non si può dire che non siano misurabili. Tutto è misurabile, anche Instagram si misura, manualmente o con tool specifici, sia le foto che le stories. Allora, quanto è davvero importante raccogliere (bene) questi numeri? Tantissimo.

I blog oggi sono davvero tanti. Non riesco nemmeno più a contare quanti in Italia hanno aperto un blog negli ultimi due anni. Penso saremo davvero migliaia e di questi migliaia molti provano a guadagnare, o almeno pensano di guadagnare (meglio, pensano di voler guadagnare) e non sanno come fare. Si inizia sempre tutto da una buona analisi.
L’analisi su sé stessi, l’analisi dei competitor, l’analisi dei propri numeri.
Chi pensa che blogging voglia dire solo scrittura, buona scrittura, purtroppo vede solo la bella punta dell’icerberg.
Ma lasciando stare le parole per un attimo e concentrandoci solo sui numeri, quanto vi aspettate che un media kit possa incidere sulla possibile accettazione di un lavoro da parte di un cliente?

Uno, pochissimo (forse siete rimasti al 2008 o ci siete anche se non ci avete mai digitalmente vissuto).
Cinque, fuochino (siamo lì, ma ancora non abbiamo compreso il reale valore del media kit).
Otto, bingo! (il media kit è tanto, ma ovviamente non è tutto).

Media kit, conoscerlo per farlo (bene!)

Nel mio lavoro ho avuto la fortuna di vederne tanti media kit. Belli, meno belli, curati sotto ogni aspetto, bilingue, solo visual, con troppi numeri, con troppi pochi numeri, con troppo testo, con troppo egocentrismo. Mi sono fatta un’idea molto precisa su cosa in un media kit non deve assolutamente mancare e cosa un mediakit deve assolutamente evitare e vorrei condividere con voi queste mie riflessioni per due motivi.

  1. Non vorrei più vedere blogger che si presentano senza numeri. Questo va anche del mio benessere! Sì, perché quando mi trovo ad analizzare dei blog faccio molto prima se ho un media kit, magari un media kit che posso trovare direttamente nel blog lì in bella vista. Non abbiate paura a mostrarlo, anzi di cosa vi preoccupate? Mostratelo e mettetelo scaricabile, bilingue e con una bella freccia sopra.
  2. I numeri hanno davvero un grande peso in questo mestiere. Non sono tutto, come abbiamo sempre detto, ma sono tanto. Averli, anche pochi anche piccoli, è un bene e vanno mostrati, soprattutto oggi che si parla sempre più di micro influencer, avere pochi numeri non è poi così male se sono ben targettizzati.

Cosa un Media kit deve avere

Un racconto personale: con il media kit si ha la possibilità unica di raccontare un’altra storia, la vostra. Mettete lì quello che non avete messo nel Chi sono del blog. Non devo conoscere la vostra storia dalla prima elementare alla tesi di laurea, mi basta sapere quella cosa in più che non trovo in nessun’altra parte. Siete vegetariani dal 2005? Scrivetelo. Avete fatto viaggi di volontariato in Africa? Scrivetelo. Devo leggere una cosa che mi avvicini a voi, che allo stesso tempo vi caratterizzi e per cui io vi possa avere bene a mente. Poche righe, non mi serve una pagina intera di racconto.

Numeri, quelli veri però: numeri, numeri, numeri e ancora numeri. Abbiamo detto numeri?! Lo scopo di un mediakit è presentare i propri numeri. Non quelli dei social, quelli me li vedo da me. Voglio le statistiche e quelle me le dovete presentare. Se avete partecipato ad un progetto lo voglio sapere in numeri, se avete fatto un progetto tutto vostro magari con un brand, dovete averlo monitorato voi e voglio conoscerne i dettagli. Numeri, dicevamo quelli veri, sì perché è molto semplice scrivere un numero non vero, ma ricordatevi che altrettanto semplice è fare una banale ricerca con uno dei tool (più o meno gratuiti) presenti in mercato e in quel caso non vi salverebbe più nemmeno il più bello dei mediakit.

Foto, perché ci piace il bello: è innegabile, una fotografia racconta a volte più di tante parole. Una bella foto, magari fatta da voi, magari in determinate circostanze di viaggio, parla, racconta, evoca. Le foto sono sempre bene accette in un media kit, non troppe o troppo poche. Dovete trovare il giusto compromesso e il giusto equilibrio anche in base alle vostre foto (se siete bravi fotografi o meno), non mettete quelle di altri, non mettete quelle prese da google. Le foto vi devono rappresentare e devono parlare di voi, dei vostri viaggi e delle abitudini in viaggio. Se sono un cliente devo poter dire, voglio questa foto.

Varie ed eventuali: come si suol dire, ma qui ci sta davvero di tutto. Non scrivete solo di viaggi? Ditelo. Fate anche video e avete dei numeri abbastanza buoni da volerlo far sapere? Raccontatelo. Pensate di andare forte su Instagram? Fatelo vedere.
In varie ed eventuali possono inserirsi tante cose, anche una richiesta, di progetto, anche un link diretto ad un post specifico che vi sta a cuore e che racconta di voi molto di più di un semplice media kit.

Contatti: mail, numero di telefono.

Cosa non deve avere un mediakit

A mio avviso sono poche le cose che un mediakit non deve avere. Sicuramente troppo testo. Le persone si stancano a leggere e se devono leggere la storia della vostra vita si prendono la pagina che sicuramente nel blog tutti noi abbiamo e si stampano quella.

Non devono essere necessariamente di due lingue. Molto meglio avere due media kit, uno in italiano e uno in inglese e proporre uno o l’altro in base al tipo dia agenzia o di cliente che avete davanti. Se dovete fare una buona traduzione e non siete madrelingua, sempre meglio affidarsi ad un’altra persona. Vi eviterà brutte figure e il costo vale la spesa per poche pagine.

Il formato. Meglio un PDF, non fate cose troppo pesanti che poi non si inviano e non si aprono e se non si aprono dall’altra parte potrebbero non avere nemmeno voglia di chiedervi un nuovo media kit indietro, potrebbero anche solo dirvi di averlo letto e che non sono interessati (anche se non è vero – capita anche questo).

Il Media kit è tanto ma ovviamente non tutto

Il media kit non è tutto è vero, ma è tanto. Scusate il gioco di parole. Se l’avete probabilmente non vi servirà, ma se non l’avete vi servirà sicuramente. Il media kit è la vostra presentazione, è la lettera d’invito per la festa a casa vostra, il mediakit vi presenta a possibili clienti, investitori, amici anche (non sempre). Con il media kit vi espone e anche molto e va aggiornato regolarmente, ma del resto internet scivola via e niente si ferma per troppo tempo.

Il mio Media kit, storia di una storia

Il mio primo media kit nemmeno me lo ricordo. Ricordo però che spesso me lo chiedevano dall’estero e io puntualmente non l’avevo. Perdevo tempo a scrivere post a fare il calendario editoriale, ma a conti fatti quando mi chiedevano il riassunto delle mie attività, non sapevo cosa inviare.

Ho deciso di fare un buon media kit abbastanza in là nel tempo, rispetto alla mia storia da blogger. Inizialmente l’ho fatto da sola, troppe pagine, colori che non mi soddisfacevano e anche foto, troppe e che forse non dicevano davvero quello che volevo comunicare alle persone che volevo lo vedessero.

Così mi sono fatta aiutare, e se non siete abili in questo genere di attività, lo consiglio anche a voi.
Lei si chiama Gloria e mi ha aiutato a definire la mia strategia, a capire cosa volevo che si sapesse di me e a capire cosa volevo comunicare ai miei potenziali clienti. Ve la consiglio perché per me è stata davvero importante averla come partner. Precisa, puntuale, risoluta e con gusti decisamente simili ai miei. Ci siamo trovate e consigliarvela mi costa non poca fatica, perché sono sicura che molti di voi, una volta scoperta, non ne potranno più farne a meno e allora forse non avrà più tempo per me!

Scherzi a parte, con Gloria ho foto ben due media kit, uno lo trovate proprio su questo blog. Se farete una richiesta dal suo sito, senza alcun impegno, riceverete il 20% di sconto per il primo prodotto. Buon lavoro Blogger!