Ora che sei diventata mamma, non sarai più una Travel Blogger? Certo che lo sarò ancora!
Sapete quante volte mi hanno riportato questa domanda nei primi mesi di vita di Giulio e ancora prima che lui nascesse? Se per ogni volta che me l’avessero detto, mi avessero anche dato un solo euro, mi sarei sicuramente potuta comprare un bel volo aereo. adesso. 

L’essere Travel Blogger è per alcuni di noi un lavoro. Un’impiegata, dopo che è rimasta incinta e ha partorito, passati i primi mesi di maternità, non tornerà più al lavoro o in ufficio? Una cassiera, una manager, un’istruttrice di palestra, una maestra, un architetto, nessuna di loro farà più il proprio lavoro quindi? Direi che abbiamo un’idea un po’ distorta della realtà se pensiamo che una persona che scrive di viaggi non viaggerà più solo perché adesso ha un figlio, ci sbagliamo tutti di grosso. Certo, all’inizio farà un po’ fatica, ma come lo fanno tutte le donne perché magari allattano o perché dopo il parto possono avere qualche problema al rientro, ma questa è un’eccezione e soprattutto una condizione temporanea. Infine essere mamma è qualcosa di meraviglioso e gratificante, ma non l’unica cosa gratificante della vita di una donna.

Detto questo, non voglio fare la solita femminista, ma ad un uomo non viene mai posta questa domanda, come mai?
Ve lo dico io, perché la nostra società è così terribilmente arretrata che si pensa che a occuparsene dei figli deve essere sempre e necessariamente la donna. Vi dico come sta andando e come andrà a casa mia.

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Come sapete sono Travel Blogger dal 2008. Ne ho viste di cose in questi anni e ne ho anche fatte, tante, parecchie.
Ho viaggiato per il mondo con Enti del Turismo e Tour Operator, sono stata in Australia, Giappone, America e Polinesia Francese (tra gli altri viaggi) e chi lo sa, forse se avessi avuto allora un figlio non ci sarei potuta andare in tutti quei viaggi. Per fortuna, come mi sono evoluta io e cresciuta, anche l’ambito della comunicazione dei viaggi è evoluto con me. Oramai questi viaggi sono sempre meno frequenti e hanno sempre meno importanza strategica. Non ha più senso mandare 8/10 blogger e giornalisti a visitare una destinazione, almeno non per tutte le destinazioni e almeno non se fatto alla carlona come a spesso si faceva.

Oggi il mio lavoro si fa diversamente, si fa seguendo le caratteristiche del blogger, si è sempre più specifici quando si propone un viaggio a un influencer e se si vuole raggiungere un obiettivo o un target specifico si collabora insieme (destinazione e blogger) per raggiungere la nicchia di mercato che interessa. Per questo motivo sono sempre più frequenti i viaggi in solitaria, i viaggi in cui un singolo blogger o un singolo giornalista sono liberi di visitare la destinazione come meglio credono o con attività modellate sul loro target e sulla loro nicchia. Il mercato del turismo si è evoluto o meglio, sembra si sia modellato su esigenze e bisogni che sono oggi una realtà di non uno, ma tanti top travel blogger, italiani e internazionali.

Fare la Mamma e la Travel Blogger assieme oggi mi da un grande vantaggio. Anzi parecchi.
Come mamma so che posso passare molto più tempo con Giulio rispetto a tante altre professioni. Quando lavoro da casa sono libera di gestirmi il mio tempo, posso giocare con lui e allo stesso modo organizzarmi quando è impegnato a giocare da solo o quando dorme nel lavorare con i miei tempi. Come Travel Blogger freelance invece posso farlo viaggiare assieme a me.

Inutile non ammetterlo, da quando sono diventata mamma la mia nicchia è cambiata, è diventata più specifica. So che mi seguono tante mamme che amano viaggiare, che hanno sempre amato girare ma che si sono fermate all’arrivo di un bambino, forse perché non più sicure o forse solo perché non erano più motivate o ancora, solo per non turbare l’equilibrio a volte precario di qualche nuova famiglia.

Molto spesso sono proprio queste mamme che mi scrivono e quando viaggio con Giulio, che mi chiedono consigli su mete facili, che mi interroga su come possono riprendere a viaggiare ora che vedono me farlo. Dire che mi sento guardata a vista da mamme che in me vedono in qualche modo un esempio, è dire poco, ecco anche il motivo di questo post. Mi sento allora come una mamma, che è anche una professionista allo stesso tempo, da seguire, non dico da imitare, ma da cui magari prendere un po’ di coraggio e un po’ di ispirazione e io ne sono orgogliosa, anzi di più.

Devo dire che io stessa prendo ispirazione da altre mamme viaggiatrici che hanno fatto questo prima di me e che lo stanno facendo tutt’oggi, anche meglio. La maggior parte di loro le seguo su Instagram. So benissimo che per ogni scatto che sembra rubato ci sono diversi scatti che non vanno bene per il social, che molti momenti di vita normale sono assolutamente costruiti, ma non è questo l’importante. Credere che siano tutti scatti naturali sarebbe da pazzi ed è bene saperlo e dircelo, per non incappare nell’assurda sensazione di sentirsi inferiori o meno bravi a gestire una famiglia in viaggio. Nessuna di noi lo è, perfetto dico, qualsiasi mamma può fare queste foto con il proprio figlio e con la propria famiglia, qualcuno lo fa per lavoro, ecco la sostanziale differenza!

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Amber Fillerup Clark

Ho iniziato a seguirla quando è nata la sua seconda figlia, quindi almeno un anno e mezzo fa. Mi piacevano molto i suoi video, prima dei live che ci sono oggi sui vari social network. Oggi è facilissimo seguirla nelle sue avventure su Instagram. Da poco è stata assieme alla sua famiglia alle Hawaii, credo per almeno un paio di mesi, e in Giappone. Assieme al marito e ai due figli abita a New York. A quanto ho capito nasce come beauty blogger, tanti sono i suoi video di acconciatura per capelli. Oggi però i suoi video e le sue foto sono per lo più per i figli e la famiglia. Il marito li ritrae in pose meravigliose, bellissime, sognanti. A me piace seguirli perché hanno uno stile unico e perché fanno sembrare la vita in viaggio molto facile. Ovviamente so molto bene che con due bambini piccoli non può esserlo sempre, ma ne danno l’idea e a me adesso che ne ho uno solo, basta.
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Giuli & Giordi

Italianissimi e adorabili. Due freelance che hanno una casa degna di una famiglia norvegese, sempre perfetta, quella che io vorrei avere. Hanno due bambini adorabili e un van con cui fanno grandi viaggi, l’ultimo in Portogallo. Li seguo non tanto perché mi fanno vedere luoghi in cui non sono stata, a differenza di Amber Fillerup Clark, ma perché mi fanno vivere la loro quotidianità con foto bellissime, degne di una rivista, del resto sono entrambi fotografi e si vede. Dalle loro foto su Instagram, si vede la normalità di una famiglia che probabilmente ama lo stile montessoriano, passano tanto tempo assieme e fanno esperienze tutte da raccontare, non solo con Instagram ma anche nel loro blog e pagina Facebook.

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The Bucket List Family

Da qualche tempo sono sulla bocca di tutti perché la loro storia è diventata di dominio pubblico, io li seguivo già da diverso tempo, da quando hanno iniziato il viaggio perché li seguo nel loro canale YouTube (pubblicano un video ogni domenica). Se volete viaggiare e volete una famiglia che viaggia davvero, dovete proprio seguire loro. Il padre ha venduto un’applicazione o Snapchat, guadagnando così 37milioni di dollari, che ha deciso di investire in un anno di viaggio per lui e la sua famiglia. Lui 25 anni, lui 29. Lei giornalista di viaggi, i figli Dorothy e Manilla di 1 e 3 anni. La storia è bellissima ed è un po’ quello che le persone come me vorrebbero per la propria famiglia. Seguirli sui social è da sana invidia e io li ammiro tantissimo. Una coppia scoppiettante, così com’è il loro canale Instagram, il canale YouTube per me è invece un po’ troppo lento, ma questione di gusti.

Un’osservazione: tutte e tre gli esempi citati sono famiglie di viaggiatori, mamme e babbi che viaggiano o che comunque passano tempo in viaggio assieme ai figli. Nessuno di questi esempi prevede un solo genitori in viaggio con i bambini, è vero. Giusta osservazione. Che sia così difficile viaggiare da soli con un bambino? Sì, sicuramente lo è, ma non credo sia impossibile, volere è potere, che sia proprio io la Travel Blogger che vi farà cambiare idea?