“Datemi una barca, disse l’uomo.
E voi, a che scopo volete una barca, si può sapere? domandò il re.
Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, rispose l’uomo.
Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono piú. Sono tutte sulle carte.

Sulle carte geografiche ci sono solo le isole conosciute.
E qual è quest’isola sconosciuta di cui volete andare in cerca?
Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta.”

Son partita, fisicamente e metaforicamente parlando (di testa da un pezzo) per l’Isola d’Elba, ma son partita. In questi giorni, pochi in realtà, ma che mi sembrano tantissimi, ho già avuto diverse canzoni in testa, tantissimi libri in mente e mi sveglio sognando aquiloni. Nel concreto, ogni giorno, vedo barche, progetti e bagagli, un po’ come la canzone di Jovanotti che riprende il bellissimo libro di Conrad; come il libro di Saramago, Il racconto dell’isola sconosciuta, che termina in un grande sogno, una nuvola di racconto che nasce in una barca.

Poi io l’Isola, la devo ancora trovare.