Sono anni ormai che faccio il Natale nello stesso modo e anno dopo anno, mi sono accorta che la ricetta per un Natale marchigiano perfetto è una sola. Ok, sì, si possono variare le dosi, a volte, in base all’effetto che si vuole ottenere, ma, in linea di massima, gli ingredienti sono sempre quelli.

Un capitolo a parte viene dedicato ai parenti: tra le 18 e le 45 persone come minimo. Questo dipende dai fidanzati lasciati e i nuovi acquisiti durante l’anno, ma non solo, anche dal numero di famiglie più o meno presenti. 18 è il numero minimo di persone presenti, se non si raggiunge il numero si salta a piedi pari il Natale (mai successo per ora) dai 18 in su, si accettano tutti.

Amici che vanno e vengono dalla casa a qualsiasi ora, dalle 10 di mattina alle 23 di sera si apre a tutti, anzi non bussate nemmeno, la chiave è nella porta. Parenti e amici dei parenti, amici vecchi e nuovi quelli che “andiamo giù da loro che si sta i compagnia”.

Compleanni: ogni Natale c’è almeno un compleanno da festeggiare, quello del 24 dicembre ha importanza istituzionale ormai dato che è il compleanno di mia cugina, ma ogni tanto ne sbuca fuori qualcun altro, così per non perdere il ritmo.

Ingredienti del 24 dicembre: 10 kg di pesce, brodetto, gamberetti, gamberoni, baccalà, mazzancolle, pesce freddo q.b., camino, messa di natale (a discrezione), grappa, vino rosso e bianco in base ai gusti, dormitona davanti al camino, risate q.b. in relazione al vino bevuto durante la serata, aneddoti vari e gossip dell’ultima ora.

25 dicembre pranzo: sveglia alle 11, colazione di sfuggita, caffè senza meno, 11 uova di cappelletti, lesso, broccoli, patate, salsa tartara per mischiare bene il tutto. Ovviamente vino bianco e rosso a seconda delle esigenze. 30 minuti di partita a carte, 8 kg di legna per il fuoco del camino 5 kg di legna per il fuoco della stufa, torrone, panettone e torta del compleanno della sera prima. Risate q.b.

Post pranzo: brandy, grappino, passito di Pantelleria, amici vari (vecchi e nuovi) dormitina pomeridiana davanti al camino e per chi non ce l’ha c’è sempre la casa là, quella che era un vecchio mulino (la mia, per intenderci) e allora si va a fare due chiacchiere là.

Pomeriggio: si inizia con il cibo, per la serie “non ho fame, ma ho un buco nello stomaco che mi si è dilatato troppo” e allora si rinizia. Torrone al cioccolato, torrone da 35€ al pezzo che così mi hanno detto che era nella cesta di Natale, un po’ di vino per non perdere il ritmo, panettone o per chi preferisce pandoro al cioccolato, 3 ore di camino, carte se ci sono o aneddoti vari e sempre risate q.b.

25 dicembre sera: arrivo dei parenti, degli amici, degli amici degli amici e si inizia (per la terza volta in un giorno) 25 kg di tagliata, grana, insalata (che così pulisce, dicono, ma on ci crede nessuno) aceto balsamico anche in glassa, per gli amanti della glassa, pane, crostini, vino ma solo rosso che con la carne il bianco te lo proibisco, ma la quantità è sempre q.b. Il dopo cena è a discrezione degli ospiti: c’è chi dorme, chi si distrae, chi esce per la serata e chi, imperterrito continua tra vino, chiacchiere e risate q.b anche se spesso non bastano mai. Uscita serale con i cugini per le vie del centro città più vicino, qualche cocktail, qualche birra e via a casa, la notte stellata è sopra di noi.

26 dicembre: la sveglia è una tragedia, ti rendi conto che devi riassettare, tirar su la tua roba e lasciare l’angolo di paradiso che ti sei ritagliato per questi 2 giorni. I parenti ormai non li saluti più, l’hai già fatto ieri sera, anche se non ti ricordi. Te ne torni a casa e sai che dovrai aspettare almeno 4 mesi (Pasqua) per ripete, a grandi linee, il menù tipico delle reunion di famiglia.

p.s. questo post è stato scritto in 28 ore complessive…ogni 3 per 2 qualcuno mi disturbava per mangiare due castagne, una partita a scala o un bicchiere di brandy e siccome io non so mai dire di no… 🙂 Tanti auguri di buone feste a tutti!