Oggi prendo un momento di pausa da quello che è il mio blog normale, i miei viaggi, i miei racconti e il mio calendario editoriale, oggi parlo un po’ di me come non facevo da un po’. Sì, perché questo rimane pur sempre un diario digitale personale, fatto non solo per ospitare foto di viaggio o di famiglia, di arredamento o di progetti, ma fatto anche per raccogliere le idee, per fare il punto. 

Fa’ tanto post di fine anno o post di inizio anno lo so, ma questo non è un articolo di buoni propositi ne di somme da tirare.
Questi ultimi mesi sono stati davvero complicati (è la parola giusta?!) per me. C’è stato il Sudafrica a fine novembre e poi il Natale, l’entrata nella casa nuova e subito dopo il viaggio in California. In un attimo mi sono ritrovata a inizio febbraio. Già nel nuovo anno, già attiva o almeno così volevo essere, ma con le pile scariche, con tante cose in sospeso, con le giornate strapiene di impegni e con la nuova casa da arredare più uscite che entrare.

Oggi come oggi, io che sono online da 10 anni (dieci anni!) mi trovo a ricominciare tutto da zero. I blog non sono più quelli di una volta, i blog oggi sono quello che i social erano 5 anni fa, un contorno. Oggi i social e in particolare Instagram la fanno da padrona e il blog segue tutto a ruota. In sostanza, se non ci fosse il blog, sarebbe grosso modo lo stesso. Io continuo a scrivere qui perché mi piace, perché amo il mio spazio personale, perché mi piace picchiettare sulla tastiera e ancora di più leggermi, perché quando scrivo esterno tutto, perché senza blog non sarei io, senza blog non mi vedo. E poi, come farei a scrivere tutto questo sotto una fotografia? Sarebbe impossibile.

Tutto cambia dicevamo e l’essere qui da così tanti anni non mi da di certo il diritto di sentirmi migliore di altri che sono arrivati uno o due anni fa, soprattutto se loro fanno foto migliori di me o comunicano al meglio il prodotto di turno. Oggigiorno è quasi più facile aprire un blog o aprire un account instagram rispetto a 10 anni fa (0 5 se pensiamo a Instagram).
Perché, dite? Perché oggi di esempi ce ne sono a milioni. Si può imparare tutto grazie ad un semplice video su YouTube, si possono fare tante cose con un corso online o nelle propria città (ce ne sono a bizzeffe). Quando ho iniziato io non era così e le cose sono cambiate completamente, tanto che oggi mi trovo io stessa a imparare guardando gli altri.

Ricominciare da zero. Tutto è cambiato per me dall’arrivo di Giulio (e a chi non cambia la vita l’arrivo di un figlio?!), ho dovuto rimettere in discussione tutto. Se cambia per chi ha un lavoro stabile e magari a tempo indeterminato, immaginate quanto possa cambiare per chi ha un lavoro da freelance, si cerca i clienti da solo ed è sempre stato abituato a viaggiare da solo. Cambia sì, ma è anche vero che tutto (o quasi) si può continuare a fare, non voglio essere tragica in questo post. Non lo sono mai.

Sono diventata mamma e ho iniziato a portare Giulio sempre con me, nei viaggi e nelle attività di lavoro, tanto che a volte non capisco dove finisco io e inizia lui o dove finisce il mio lavoro e inizia la mia vita privata. Giulio mi ha colorato la vita, è vero, ma mi ha anche messo alla prova. Mi ha costretto a fermarmi un po’, per forza di cosa, a dare la precedenza a certe attività invece che ad altre e per alcune cose gliene sono grata, per altre sento invece che non sono ancora pronta a mollare la presa (e detto tra noi, non so se lo sarò mai).

Siamo già a marzo, la primavera inizia a farsi sentire e io che fino a ieri ero in uno stato confusionale non mi sento granché pronta a fiorire. Questa settimana ho parlato con tante persone che mi hanno un po’ ricaricata e si sa, parlare fa sempre bene, soprattutto esternare ad alta voce i propri stati d’animo. Ho buttato giù idee e progetti, che non mi sento ancora di chiamare tali, ma qualcosa inizia a muoversi.

Ho iniziato a capire che devo cambiare qualcosa, in fretta ma con i giusti tempi, ma devo cambiare tanto. Inizio a intravedere la strada, anche perché non mi piace stare ferma troppo a lungo, ma credo che questo sarà uno di quei cambiamenti (s)travolgenti e forse proprio di questo ho bisogno. Mamme, mogli e donne che vivono una vita sempre a incastro e che non trovano mai il tempo giusto per fare errori su cui ridere. Siamo arrivati a questo punto non perché gli altri ci hanno messo in questa posizione, ma perché ce lo siamo permesso. Prendersi del tempo è una delle cose più belle e sensate che, chi arriva ad un vicolo ceco, deve poter fare.

So di avere dalla mia persone che sanno consigliarmi, ma pochissimo (sempre troppo poco) tempo. So di essere una persona ambiziosa e questo potrebbe crearmi qualche fastidio. Non ho più purtroppo (o per fortuna) l’incoscienza dei 20 anni, ma la riflessione dei 30 (e passa). So di poter sbagliare ancora tanto e credo che la cosa più giusta da fare ora sia di pensare ai momenti più belli dei miei 10 anni online. Alla mia decisione di mettermi in proprio, a quando ho raggiunto i miei personali successi, a quando non credevo ce l’avrei fatta e invece ce l’ho fatta, a chi mi ha sempre sostenuto ma soprattutto a chi non ha mai creduto in me.

Sto scrivendo un libro, se mi seguite online lo sapete, che verrà pubblicato a fine anno e già questo è qualcosa che mi riempie la mente e le giornate e che un po’ mi terrorizza. C’è che io ferma non ci so stare, io sono pratica, concreta e non amo fare cose di cui non vedrò i frutti a brevissimo e il libro è una di queste cose. Sto raccogliendo idee e mi sono resa conto che le persone e le realtà che vedo nella mia città oggi (Rimini), sono straordinarie. Tanti pezzi di un puzzle che spero di poter unire presto. Mi sento bloccata, ma con la soluzione in tasca, solo che ho tasche troppo grandi per trovare la chiave.

Qualcuno recentemente mi ha detto “Delle prigioni che ho abitato, di tutte avevo la chiave“. Io la chiave ce l’ho eh, lo so che è lì, la sto solo ancora cercando. Tutto questo per dire che sì, sto continuando a postare perché ho tanto da dire sui viaggi e sui bambini, sto continuando a lavorare perché per fortuna le mie giornate hanno sempre qualcosa di bello da concretizzare, ma sono quasi pronta al cambiamento e non aspetto altro che la primavera esploda in me.

P.s. la foto l’ho scattata a Palm Spring, nell’ultimo viaggio in California