Quando ho visto La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, ne sono rimasta affascinata, così come tutta la filmografia del regista. Mi è sempre piaciuto tantissimo. Così da qualche giorno, chiusa in casa in questa nuova casa romana ho trovato qualche analogia con il film.

Da qualche giorno abito infatti in questa casa romana che ha un cortile interno, come tante delle case di Roma con qualche annetto. Il cortile è piccolo ma ci affacciano davvero tanti appartamenti. Le mie finestre poi sono messe in una posizione tale che riesco a vedere tutte le persone che entrano ed escono dal portone principale e in quale scala si dirigono. Direte voi, hai del tempo da perdere?! Effettivamente sì, anche perché in questi primi giorni sono stata a casa malata, con una febbre che non mi passava e tanto mal di gola. Insomma di uscire non se ne parlava, se non per brevi tratti. Inoltre non avevo l’adsl 🙁 quindi non potevo lavorare (troppo) e non potevo uscire (troppo) per lavorare.

Così come il protagonista de La finestra sul cortile anche io ero immobilizzata in casa, costretta tra l’altro a guardare spesso fuori perché le tende che avevo alle finestre le ho dovute portare dal sarto per farle accorciare (strisciavano per terra -.-). Insomma, piano piano ho iniziato a “spiare” i miei vicini. Ma mica in modo cattivo o curioso/cattivo, semplicemente spesso mi annoiavo, a volte aspettato diversi minuti prima che la connessione della mia chiavina andasse e di conseguenza il mio sguardo volava fuori.

Ho capito che i vicini che abitano al primo piano dall’altra parte del cortile sono studenti. Sia quelli al primo piano che quelli al secondo piano, quelli di sopra hanno tra l’altro per tenda la bandiera dell’Inghilterra…son studenti dai. Ieri si sono accorti di me. Me ne stavo alla finestra perché solo lì prende bene la mia chiavetta della tim e un po’ alla volta si sono affacciati tutti per vedere chi aveva preso il primo piano della scala B. Io 🙂 Ho fatto finta di niente, del resto io sono giorni che li osservo, era ora che si accorgessero di me.

La mia vicina di casa invece non l’ho ancora vista. So che ha i tacchi perché ogni volta che si apre la porta di fianco si sentono i rumori dei tacchetti. Abita da sola ma non sono mai riuscita a vederla in viso. Di fianco a me, ancora più in là invece ci sono due uomini. Li ho visti domenica scorsa quando mi sono affacciata per mettere a stendere una tovaglia. Erano lì, entrambi, mi hanno detto buongiorno e poi sono rientrati in casa chiudendo la finestra. Quelli al piano di sopra hanno un cane. Uno dei due non lavora perché porta fuori il cane anche a metà mattina e a metà pomeriggio, oppure ha un lavoro flessibile. Infine ci sono quelli della scala c. Al momento paiono essere tutti preti. L’altro giorno ho visto almeno 5 tra preti e frati che entravano tutti assieme, staremo a vedere.

Ah, se sento un urlo nella notte mi metto subito alla finestra e vi racconto cos’è successo e se vedo qualcuno. Speriamo che almeno siano tornate le finestre e che lui/lei non veda me 😀