Da piccola mi divertivo un sacco a parlare alla radio. Prima di andare a scuola, spesso e volentieri, chiamavo la radio locale, dove si potevano lasciare i propri messaggi nella segreteria telefonica e chiedevo una canzone da ascoltare. Lo facevo perché mi svegliavo tante volte con una canzone in testa (spesso erano canzoni inesistenti a dire il vero – avessi saputo scriverle chissà come sarebbe andata la mia vita!) e mi piaceva ascoltarla e farla ascoltare anche ad altre persone.

Mi vergognavo tantissimo però. Alzavo la cornetta, preparavo mentalmente la frase da dire e al bip la dicevotuttadunfiato. La maggior parte delle volte la canzone non riuscivo nemmeno ad ascoltarla, se andava bene la beccavo mentre ero in macchina con mia mamma che mi accompagnava a scuola, allora facevo ancora le medie, se mi andava male la canzone rimaneva nella mia testa per tutto il giorno.

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Ieri mi è successa una cosa speciale. Non sono stata intervistata dalla mia radio locale, ma bensì da Radio Deejay! Chi non conosce Radio Deejay? Direi che la conoscono tutti, se non altro di nome. Io l’ascolto spesso, oltre ad un paio di Radio che mi fanno tanto viaggio quando sono in macchina e a volte l’ascolto anche tramite l’app. Qualche mese fa ho installato la radio sveglia proprio sulle note, e i programmi, di Radio Deejay, anche se dopo un po’ ho perso l’abitudine e ho ripreso a dormire beatamente 😀

Dicevamo, ieri ero in onda su Radio Deejay! Devo ammettere che la puntata mi è piaciuta parecchio, non conoscevo il programma di Catteland – Chiavetta nello Spazio, anche perché nuovissimo, ma mi ha incuriosito farne parte. Il programma è registrato, se non altro gli interventi. Abbiamo registrato tutto alle 15 circa, mentre la puntata è andata live alle 17, così mi sono anche potuta risentire, che strano sentire la propria voce in radio! Non mi sembravo nemmeno io.

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Mi sono divertita molto anche perché si è riso e scherzato parecchio. E`vero che il tema del Travel Blogger e di come lavora, di cosa fa e di cosa faccio nello specifico io è stato a malapena sfiorato, ma a qualcosa è servito. Dopo la puntata, diverse persone mi hanno contattata per avere maggiori informazioni, qualcuno mi ha scritto per chiedermi se poteva lavorare per me o se potevamo trovare un punto di incontro. Al momento sto rispondendo un po’ alla volta a tutti, quindi nel caso stiate leggendo… arrivo!

Durante i 30 minuti di intervista, oltre a chiacchierare e a ridere, abbiamo anche ascoltato tre delle mie canzoni preferite, o meglio, tre delle mie canzoni che mi ricordano il viaggio. La prima che ho voluto ascoltare e far ascoltare è stata American Pie di Don McLean, una delle mie canzoni preferite in assoluto. 

Ricordo benissimo la prima volta che l’ho ascoltata live, e la volta che mi è entrata dentro. Era il 2014, la mia prima sera a Edimburgo, la mia prima sera del viaggio on the road in Scozia. Entriamo in un pub, io e il mio compagno, ci sediamo e ordiniamo una birra. In fondo alla sala un tizio suonava live, tutti l’ascoltavano, più o meno distrattamente. Poi inizia American Pie e non vi dico, il delirio! Si sono messi tutti a cantare e a ballare, mi sono detta, ma sono in un film e non me ne sono accorta? E`stato un momento emozionante, a cui lego questa canzone e uno dei miei momenti più belli di viaggio. 

La seconda canzone scelta è Cheerleader di Omi. Molto recente rispetto alla prima, ma anche molto più movimentata. Lasciamo le note country per avvicinarsi a quelle che anche Catteland ha definito note caraibiche. Eh sì, questa canzone mi ha perseguitato tutta l’estate 2015. L’ascoltavo ovunque, in macchina, al supermercato e immaginavo le mie vacanze siciliane, che di caraibico hanno poco se non la bellezza del mare.

L’ultima canzone scelta è stata quella di Robin Thicke, Blurred Lines. Con questa canzone ho un rapporto incredibile. Ogni volta che l’ascolto penso solo ad una cosa: Spagna! Era l’estate romana del 2013 e io stavo morendo di caldo in quel piccolissimo appartamento a Borgo Pio. Stringevo i denti per finire tutti i miei lavori in tempo per la vacanza, 20 giorni on the road in Spagna, esplorandola da est a ovest, da Madrid al sud delle coste spagnole. Questa canzone mi ha accompagnata per un’estate e un viaggio intero e non potevo non inserirla nella mia playlist.

Così, la mia intervista si è conclusa in mezz’ora circa. So che scriverne non è come ascoltarla live, quindi non vi preoccupate, ho pensato anche a questo e vi propongo il podcast del mio intervento su Radio Deejay.

Purtroppo il podcast supporta solo 4 minuti dell’intervista, a questo link trovate tutta la puntata completa: http://www.deejay.it/audio/20150903-3/447415/