[Premessa veloce. Io non ho mai capito di chi è questo testo ma mi è sempre piaciuto da morire e mi piace così tanto che lo riporto anche sul mio blog. Perché l’inverno è davvero la stagione dell’amore *-*]

L’aria che pizzica nel naso, nei polmoni.
labbra screpolate, il primo bacio.
nuvolette di fiato.
ciccolata calda. con panna. fuori dalla vetrina, persone a testa bassa, infreddolite.
maglioni, felpe, cappucci. un sacco di cappucci.
telefilm.
la stazione dei bus sotto la neve. lei era bellissima. chissà come sta, cosa fa ora.
pigrizia.
ma è già buio?
no, non baciarmi che ho il raffreddore. baciarla comunque.
coperte. plaid. divani.
l’acqua della doccia che sembra non diventare mai calda.
due mani infilate nello stesso guanto, una sull’altra. le sue, così piccole, che ci navigano dentro.
il mare deserto. la sabbia umida.
termosifoni su cui spalmarsi.
i miei vecchi caterpillar con i lacci consumati.
pigiami.
l’escursione termica tra il mondo compreso tra materasso e piumone e quell’altro, quello brutto, al di fuori.
volti pallidi.
rossore a guance e nasi.
guanti che lasciano metà dita scoperte. a parte il pollice. doverseli togliere per scrivere gli sms, che serve il pollice libero.
no, fuori paese no, che c’è nebbia.
odio l’atmosfera natalizia. amo l’atmosfera natalizia. mi è indifferente l’atmosfera natalizia.
labbra di labello.
nah, a capodanno non faccio niente. a letto alle dieci.
dieci, nove, otto, sette,sei.
aspettare che la macchina si scaldi, il vetro si disappanni. mani nelle mani. gelide.

battimi questo, primavera di stocazzo.

Tanto Love.