La prima settimana qui a Roma ho conosciuto il sarto. Appena entrata in casa ovviamente ho pulito l’impulibile. Non sapevo di essere così amante della pulizia finché non sono entrata in una casa non mia. Ho pulito tutto, mattonella per mattonella, battitappeti e lampadari. Le tende anche. Anche se quelli prima di me avevano fatto una cosa orribile a mio avviso: gli avevano fatto un nodo in fondo. Avete presente quando le tende sono troppo lunghe che toccano per terra e strisciando raccolgono la polvere? Ecco, qualcuno ci ha fatto un bel nodo in mezzo, tendente al basso, e così le tende non toccavano più. Per forza.

Ho preso le tende e le ho lavate in lavatrice, le ho stese e le ho rimesse su senza nodo. Sì, toccavano di brutto il pavimento. Allora ho preso le misure e le ho portate dal sarto al piano terra. Il mio è un palazzo di quelli vecchi, il portiere credo non manchi praticamente a nessuno qui a Roma, ma in quanti possono dire di avere il sarto di palazzo? Ecco, io ce l’ho. Tra l’altro è anche una buona cosa perché se di sera sposti le sedie soprappensiero non devi nemmeno starti a preoccupare se “quelli di sotto” si scocciano. Di sotto di sera non c’è nessuno 🙂

Torniamo alle tende. Dicevo, le ho messe su e ho preso le misure, una tenda era più lunga di 10cm e l’altra di 30cm, non chiedetemi se è la casa o sono le tende, ho preferito non indagare. Così ho tolto di nuovo le tende e sono andata dal sarto: Gilberto.

Gilberto mi ha messo subito a mio agio: mi ha chiesto cosa facevo, da quanto ero lì, che lavoro faccio, come mi trovo, da dove vengo, insomma, ma non erano i portieri i ficcanaso?! Comunque lui non è stato da meno. Mi ha rivelato che il sarto è la sua ultima professione. Così è andato a prendere un album di fotografie. Io non ci potevo credere. Mi ha mostrato le sue foto, mi ha letto le sue poesie, sì perché Gilberto era anche un poeta e anche un cantante! Ebbene sì. Così dopo 35 minuti di poesie, canti e fotografie e racconti di una vita, sono riuscita a liberarmi da Gilberto. Ho detto: “torno domani sera per le tende?” e lui “sì, così ti tiro fuori anche il racconto che ho iniziato e devo ancora finire“.

Ecco scusami Gilberto se sono passate due settimane e io ancora le tende non le ho ritirate, ma spero davvero che tu quel racconto l’abbia fatto leggere a qualcun altro nel frattempo 😀