[lo so il titolo del post fa molto “Comprami, io sono in vendita“, bhé, pace]

Da tempo ormai dico sempre che la cosa migliore da fare è comprare il blogger e non il blog. Abbastanza semplice come ragionamento ma purtroppo ci sono tantissime aziende e web agency italiane, e non, a cui ancora questo concetto non risulta chiaro.

Ho un blog di viaggi dal 2008 e un blog personale dal 2010, non vi dico quindi da quanto tempo vengo contattata per scrivere di cose, luoghi, persone, ovviamente gratis.

Niente di male, ognuno ragiona come vuole e io per un certo periodo l’ho fatto, scrivevo quel che volevo come mi pareva e tutti eravamo contenti. Poi sono arrivati i blogtour, il mio primo in Svizzera nel lontano 2009 e poi gli altri. Sono arrivati gli inviti e i prodotti a casa, in cambio di un link nei post, mai richiesti esplicitamente ma sempre velatamente consigliati. Mai problemi, io ti do, tu mi dai.

Ma cosa succede quando sono io a fare richieste? Da molto tempo non accetto più e quindi non promuovo più, aziende e strutture che non mi fanno provare direttamente i loro prodotti. Mi è capitato quindi di rifiutare proposte, post e mail. Se non posso provarlo perché dovrei parlarne? Vero, ci sono cose di cui si può parlare anche senza averle provate, si può credere in un’idea senza averla ancora attuata, ma nella maggior parte delle offerte per travel blogger, bisogna provare o l’utente, il visitatore ,è portato a non crederti più e tu perderai tutta la tua credibilità.

Così ad ogni mail rispondevo con un cortese nessun problema, posso provare la sua struttura prima?“. La maggior parte delle prime mail finivano con un “se vuole altre informazioni non esiti a contattarmi” mentre dopo la richiesta di soggiorno o di prova le mail finivano con “se riuscirà a trovare una sistemazione nella nostra struttura ne saremo di certo felici” per la serie, se a tue spese vuoi venire, accomodati, altrimenti ciao. Nessuno scandalo, da che mondo è mondo nessuno da niente per niente, ma sono poche le aziende che riescono a capire il valore dei blogger e io queste le apprezzo.

Se invio un comunicato stampa e due giorni dopo, 5 blogger scrivono di questo servizio di prenotazione hotel (ad esempio) un dubbio mi viene: o hanno tutti soggiornato da qualche parte nel mondo usando questo nuovo portale nell’ultimo periodo, oppure chi ha mandato il comunicato è stato davvero convincente. La cosa è più avvilente quando le aziende non capiscono il reale valore di un blogger e alla richiesta di prova si tirano indietro perché probabilmente ci saranno altri 5 blogger pronti a svendersi per scrivere un post.

Logico dire che in questo caso l’azienda non solo perde me, ma anche tutti i lettori che seguono il mio blog. In caso contrario, un post scritto dopo un soggiorno o un’esperienza vissuta farà risultare più vero e soprattutto reale quanto scritto. Il blogger ugualmente metterà il link alla struttura, ovvio, ma è impossibile dire quanti visitatori in più cercheranno il sito della struttura in questione. Sicuramente tanti.

Per fare qualche esempio quest’anno ho apprezzato moltissimo We Are Social per come hanno portato avanti tutto il discorso Costa Favolosa, per l’approccio con i blogger, per la professionalità che li ha davvero distinti; e il risultato della campagna si è visto. Adoro da sempre Ambito 5, per la faccenda di Zurigo è vero ma anche per come hanno curato quest’anno tutto il discorso ranger in Australia, chissà se Francesca può confermare o meno. Ma ho trovato piacevole anche diversi portali e siti di prenotazione online che anche se si proponevano da subito con comunicati stampa, non si sono tirati indietro di fronte ad altre mie proposte e offerte.

Quindi un paio di considerazioni finali:
1. blogger non svendiamoci e non tiriamoci indietro
2. aziende, siate aperte e lasciateci carta bianca, non ve ne pentirete di certo

Foto di ZioBurp