Come mai non leggo più? Me lo sono chiesta tante volte. La risposta più facile è: sono sempre di corsa, lavoro sempre e la sera crollo. Non credo però che sia la risposta esatta. Facciamo un passo indietro.

Estate 2004, l’anno dopo l’ estate della maturità (compagni di classe se mi leggete correggetemi se sbaglio, gli anni non sono il mio forte!), lessi 11 libri in un’estate. Inoltre lavoravo e… davo gli esami all’università. Ricordo che leggere era la cosa più bella. Anche se la mattina iniziavo il lavoro alle 6, sì alle 6 di mattina timbravo il cartellino, non smettevo mai di leggere. Allora lavoravo alla Billa, bravi, il supermercato (che allora era Standa). Ero addetta al reparto frigo e fu uno dei lavori più belli della mia vita (pensate un po’), fu una delle estati che ricordo con più piacere. Riuscivo a fare tutto, anche se dormivo appena potevo XD

Di solito le mie giornate iniziavano alle 5, andavo a dormire alle 3 perché uscivo e poi ovviamente leggevo. Tornavo a casa a mezzogiorno e dormivo, mangiavo, andavo al mare, leggevo e dormivo, tornavo a casa e cenavo. E poi si riniziava: doccia, serata, libro, letto e tutto da capo!

Dicevamo, in quell’estate lessi una marea di libri. Ero finalmente libera dai libri imposti alle superiori, dalle letture estive obbligate e dai libri universitari. Il libro che ricordo con più piacere, Noi i ragazzi dello zoo di Berlino, che libro, che angoscia! Andavo al lavoro la mattina e nella pausa caffè ne parlavo con tutti, ma nessuno mi stava a sentire, erano tutti troppo assonnati.

Poi, poi ho smesso di leggere.

Giuro che non so come sia successo. Una volta ho avuto la fortuna di fare una chiacchierata con un’amica che scrive su La Repubblica, una giornalista che stimo e ammiro molto. Mi disse che la lettura è un legame sottile tra noi e la nostra serenità. Parafraso ovviamente, lei lo disse con termini più azzeccati. Disse che probabilmente era successo qualcosa che mi aveva bloccato. Sì perché io leggevo tantissimo e poi tutto d’un tratto non ho letto più. Io leggevo i classici, amavo Dostoevskij, Calvino e Jane Austen. E poi, più niente.

Oggi, a ben pensarci, è probabile che avrei molto meno tempo da dedicare alla lettura. Anche se forse questa è una bella scusa che mi sono piazzata lì, tanto per. La verità è che non riesco a riniziare a leggere come vorrei e mi manca tantissimo. Invidio chi riesce a leggere un libro in un mese, non invidio chi ne legge uno in una notte, credo non lo assapori davvero, ma questi sono punti di vista. Io mi accontenterei anche di leggerne uno bene, con calma e con voglia. Invece quella voglia non mi viene, non mi torna. E più ci penso più non riesco a farla tornare.

Sempre quella saggia giornalista mi disse che il ritorno al libro sarebbe avvenuto quando mi fossi sentita bene e in pace, serena. Non so se ascoltarla o meno. Non mi sento serena? Credo di sentirmi serena a dire la verità. Forse mi sento di fretta, quello sì.

Ieri sera ho iniziato per la terza volta “Cent’anni di solitudine”. Ammetto che questo libro non mi ha mai colpito particolarmente. L’ho iniziato 2 volte e due volte lasciato all’inizio. Questa volta ci riprovo. ci riprovo davvero e se è vero che la voglia tarda a tornare, proverò con l’esercizio e con il metodo, con la costanza.

Chi scommette su di me? 😀