Essere una mamma è senza dubbio un privilegio, ma oltre ad avere tanti diritti, ci sono anche tanti doveri, che non vanno presi alla leggera. Tra i doveri c’è quello di far crescere sano e in salute il proprio figlio, informandosi e non dando per scontate le informazioni, non prendendo tutto quello che viene detto da una sola voce per oro colato.

Questo almeno è quello che sto tentando di fare io, per non avere preconcetti, per avere la mentre sempre aperta, per riuscire ad apprendere il più possibile, per dare il meglio a Giulio. Così, nonostante io mi sia fatta seguire nel mio percorso da una consulente dell’allattamento, sono stata ad un incontro tenuto dal nutrizionista Giorgio Donegani che assieme a tante mamme, durante Bimbi in Fiera a Rimini, ha fatto il punto sull’importanza dell’alimentazione dei primi 1000 giorni di vita del bambino, a partire dall’inizio della gravidanza della mamma, fino al secondo anno di vita del piccolo, per il futuro sviluppo del piccolo.

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In un solo giorno ho imparato tanto. Ho fatto un ripasso sulle cose che già sapevo, ma ho anche appreso e fatte molte domande. Sì, perché incontri come questi non servono solo a chiarirseli i dubbi, ma anche a riflettere su come si sta agendo, se si sta facendo bene, se si hanno idee sbagliate cercare di correggerle e via dicendo.

Ho detto più volete, e se mi seguite lo sapete già, che fin dal primo momento della mia gravidanza non ho mai smesso di mangiare cose “strane”. Certo, i miei viaggi me l’hanno permesso, ho assaggiato il canguro in Australia, e anche il coccodrillo, le uova nere in Thailandia e tanto altro. Ho sempre cercato di privilegiare il buon cibo, bevuto molta acqua e praticamente annullato gli alcolici, va bè un brindisi a qualche matrimonio l’ho fatto anche io, ma era più scena che altro. La conferma che questa fosse una buona cosa, è arrivata anche dal nutrizionista, i bimbi già al quarto mese di gestazione, sono in grado di “assaggiare” i cibi mangiati dalla mamma attraverso il liquido amniotico, cosa da non credere vero?
Fa bene a loro quindi iniziare già a sperimentare i gusti, fin dalla pancia della mamma.

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Giorgio Donegani ha riportato una recente indagine fatta su un campione di 16mila mamme, in base alla quale sembrerebbe che l’80% delle mamme intervistate allatta al seno. Devo essere sincera, pensavo molte, molte meno.

Quando sono uscita dall’ospedale io ad esempio, ho avuto non poche difficoltà nell’allattamento al seno. Non gravi, però era il primo figlio, ero da sola, insomma la situazione non era facile e se non avessi avuto una consulente dell’allattamento al mio fianco, forse mi sarei scoraggiata prima. Del resto, quando il bimbo è piccolissimo e soprattutto è il primo, ci si sente insicure, non pronte, poco motivate e supportate. Tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto e ancora oggi, quando qualche amica partorisce, la prima cosa che consiglio è di contattare una consulente dell’allattamento della propria zona.

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Continuando a parlare dell’alimentazione dei piccini, un dato che mi ha fatto davvero impressione, è che in Italia il 20% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni sarebbero in sovrappeso. Un dato sconcertante che è causato sicuramente da moltissimi fattori. Di certo c’è che, se l’allattamento materno prosegue anche a distanza di mesi dal suo inizio in ospedale, la percentuale di rischio di bambini sovrappeso diminuisce notevolmente.

E chi invece non ha il latte, come fa? Diciamo che dire che non si ha più il latte è rischioso e sarebbe un’inesattezza perché la produzione di latte è proporzionale al bisogno del bambino, quindi forse si può dire, e quando il bambino non sente più la necessità di prendere il latte della mamma? Bè, a questo punto si può integrare il latte vaccino, ma meglio se dopo il primo anno, anche dopo il secondo se possibile, perché molto ricco di proteine, così come spiega il nutrizionista Donegani. Almeno fino ai sei mesi del piccolo, il cibo migliore è solo il latte della mamma.

Le prime pappe possono essere anche di sola frutta, alle successive invece viene aggiunta anche la verdura. La cosa che va sottolineata è che non deve essere aggiunto il sale, i bambini infatti hanno un gusto diverso dal nostro e trovano saporito quello che per noi è insipido. Le prime pappe possono essere preparate in casa o acquistate, nel secondo caso la sicurezza è indiscussa. Esistono infatti delle norme molto rigide per le pappe dei piccoli, leggi che investono solo questo tipo di cibo, e non quelli degli adulti, per esempio.

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Durante il primo mese di svezzamento, è sufficiente dare al bambino una pappa al giorno, mantenendo gli altri pasti a base di latte. In più, il passato di sola verdura non è molto nutriente ed è possibile che, poco dopo averlo assunto, il piccolo richieda comunque del latte: non c’è alcun motivo per rifiutarglielo.

Bè, di cose ne ho imparate parecchie, anche se il mio percorso in questo preciso momento è di apprendimento. Mi sento come una spugna, devo assorbire tutto, poi mescolare le nozioni, mixarle a dovere e usarle come meglio credo, come Giulio richiede, come io che sono la sua mamma credo sia più giusto, per entrambi.