Ho conosciuto gli Alberghi Tipici Riminesi durante il mio blogtour a Rimini in occasione di #RiminiTipica e con il tempo siamo diventati “grandi amici”. La loro naturalezza nel comunicare gli aspetti più veri della vita in riviera mi ha sempre colpito tanto che finalmente oggi mi sono decisa a scrivere qualcosa di più su di loro, per far così capire, anche a chi non li conosce, chi sono e cosa fanno.

Il Consorzio Alberghi Tipici Riminesi è costituito oggi da 36 hotel sulla costa riminese il cui obiettivo è di offrire al turista un’esperienza unica, la possibilità di scoprire e apprezzare le tradizioni e l’identità culturale del territorio locale.

Ogni hotel è indipendente ed originale, nel senso che non appartiene ad alcuna catena e, pertanto, non possiede elementi strutturali standardizzati, ma aderisce a requisiti qualitativi elencati in un disciplinare condiviso da tutti i consorziati.

Ciascun albergo segue un modello gestionale tipicamente riminese che si caratterizza per un’atmosfera calda e autentica, un’ospitalità familiare con gastronomia tipica e per elementi architettonici tipici.

L’obiettivo del nostro Consorzio porta a partecipare a nuovi modelli di turismo in cui coinvolgere i territori, patrimoni unici e non clonabili, dove le strutture si devono unire con strategie e progetti originali e ad elevata qualità esperienziale, attraverso una pluralità di canali oggi disponibili sul mercato.

L’obiettivo della valorizzazione e della promozione turistica del consorzio si adatta e si concretizza perfettamente nella prospettiva più ampia di un paradigma di slow tourism.

In questa logica la sfida maggiore per la promozione di territori “lenti” deve essere quindi la capacità di differenziare l’offerta di viaggio, suggerendo mete alternative al tradizionale “sole e sabbia” con la proposta di un turismo lento più esperienziale e partecipativo di storie di vita, di scambi culturali, di affascinanti abilità artigiane, di piazze e di tradizioni.